Il cavaliere oscuro (2008)

Da molti considerato il miglior film dell’uomo pipistrello, il cavaliere di Nolan abbandona definitivamente l’immagine del Batman dei fumetti per diventare un eroe drammatico che lotta per estirpare il male dalla società. Personalmente sono molto affezionata alle atmosfere gotiche e visionarie di Tim Burton, e la sua trasposizione cinematografica di Batman, che esalta l’essenza malinconica del fumetto, resta la mia preferita. Tuttavia non mi è dispiaciuto neppure questo secondo capitolo della trilogia di Nolan, molto più completo, a mio avviso, rispetto al primo.

La storia riprende da dove era finito Batman Begins. Dopo aver approfondito (anche troppo) le ragioni che stanno alla base della nascita del personaggio, e averlo visto in azione contro la corruzione dilagante, in questo secondo capitolo si affiancano a Batman nuovi ed interessanti personaggi, tra cui il più spettacolare è ovviamente il Joker. Proprio quando il nostro eroe sta per appendere il mantello al chiodo, improvvisamente entra in scena questo nuovo avversario e Gotham ha di nuovo bisogno del suo difensore mascherato. Tristemente segnato dalla prematura scomparsa di Heath Ledger, il film di Nolan rimarrà a testimonianza della sua migliore interpretazione.

E in effetti la recitazione ispirata di Ledger (premiata con l’Oscar postumo) contribuisce notevolmente al successo di questa pellicola, e in qualche modo prelude alla performance di Joaquin Phoenix. Non era un compito da poco, dopo l’interpretazione di Nicholson nel Batman di Tim Burton, perché il nuovo Joker non doveva assomigliare troppo al vecchio, anche per evitare paragoni, ma d’altro canto doveva rimanere riconoscibile nel suo aspetto e nei cliché già introdotti. Ledger riesce meravigliosamente a creare un personaggio convincente, ma nuovo e familiare allo stesso tempo.

Ovviamente ha ancora il trucco da clown sul viso, tuttavia il colore è sbavato, forse per enfatizzare l’anarchia e il caos come filosofia di vita del Joker, e forse per dargli un aspetto ancora più devastato e tragico, come se il trucco fosse stato in parte sciolto dal pianto. Nello stesso tempo sembra ancora più minaccioso grazie all’ombretto nero che cerchia gli occhi e lo fa assomigliare a un teschio. Nicholson era fondamentalmente il personaggio dei fumetti che aveva preso vita, mentre il Joker di Ledger ha un peso molto più drammatico, è un personaggio segnato da traumi infantili e si presenta come un eccentrico psicopatico incline al caos.  È un maniaco omicida con un sinistro senso dell’umorismo, e ha un solo obiettivo: creare panico e disordine.

E ci riesce alla perfezione, manipolando le persone e mettendole le une contro le altre. Batman farà il possibile per fermare il perverso gioco del nuovo nemico, ma non sarà facile. Con lui Bruce Wayne scoprirà i limiti di Batman, il suo tallone d’Achille. La presenza del Joker è indubbiamente uno dei punti di forza del film di Nolan, che gli fa acquistare punti rispetto al primo capitolo della trilogia: uno dei maggiori difetti di Batman begins era la mancanza di un villain degno di competere con l’eroe mascherato, e Joker si presenta proprio come la perfetta nemesi di Batman. Ma non c’è solo Ledger, naturalmente.

Un altro punto di forza del film è che il ruolo del commissario Gordon, interpretato da Gary Oldman, è stato notevolmente ampliato ed è sempre bello vedere questo attore eccezionale, che riesce a calarsi con naturalezza in ogni ruolo, modificandosi a volte al punto da non essere riconoscibile. Lo stesso si può dire di Morgan Freeman, che riesce sempre ad aggiungere qualità ai film in cui recita, grazie alla sua personalità e alla versatilità delle sue interpretazioni. Anche il suo personaggio in questo secondo capitolo è più approfondito, ha altro da fare che stare seduto nel suo ufficio polveroso, diventa quasi quello che Q è per Bond.

Michael Caine nei panni del fedele maggiordomo Alfred ingentilisce con la sua presenza i momenti di riflessione, mostrando di essere più di un semplice domestico, quasi un complice e un confidente, ma anche una figura paterna. Sicuramente rende più intimo il legame con Bruce rispetto a quanto aveva fatto Michael Gough nei film di Burton e Schumacher, e il suo Alfred è molto più profondo.

Maggie Gyllenhaal, pur essendo meno graziosa, è un ottimo sostituto di Katie Holmes, che sembrava davvero fuori posto nel primo capitolo e non funzionava bene accanto a Bale. Quest’ultimo invece funziona benissimo, sia come Bruce Wayne che come Batman. Soprattutto quando è senza maschera riesce ad essere convincente tanto come romantico innamorato, che come ricco playboy.

Aaron Eckhart è una gradita aggiunta con il suo sottile ritratto del procuratore Harvey Dent, su cui tutti hanno riposto le proprie speranze, e rende credibile anche la svolta finale.  La sceneggiatura di Nolan è, ovviamente, perfetta e la realizzazione è all’altezza della storia. L’impostazione delle sequenze, soprattutto quelle di azione, si incastra con i tempi giusti nella trama, senza trascurare i momenti di dialogo e riflessione. È quindi una perfetta combinazione di spettacolo e logica, coadiuvata da effetti speciali molto realistici, quasi terrificanti.

Abbandonati i barocchismi di Burton (che personalmente adoro), Nolan trasforma Gotham in una moderna metropoli, tutta vetro e acciaio, e anche la Batmobile diventa molto simile a una fiammante Lamborghini, tecnologica ma credibile, a cui si affianca un più maneggevole Batpod, motocicletta futuribile che permette di sfrecciare agilmente nel traffico.

Nel complesso Il cavaliere oscuro è un film inquietante con un’atmosfera agghiacciante, ma può piacere a coloro che hanno accolto favorevolmente le lotte di Spiderman con se stesso o hanno apprezzato l’approccio psicologico di Ang Lee al personaggio di Hulk; Nolan dimostra che i supereroi non sono più solo per ragazzi, scegliendo un’atmosfera drammatica mescolata a temi molto seri, e prova ancora una volta di saper essere originale in maniera intelligente.

Trovate un’altra recensione di tutta la trilogia di Nolan qui.

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29 pensieri riguardo “Il cavaliere oscuro (2008)

  1. Bellissima recensione per uno dei più bei Batman (per me il migliore).

    Mi è piaciuta l’analisi del Joker che condivido parecchio.
    Questo di Nolan è più “maledetto”, nichilisticamente distruttivo e con grande capacità di sabotaggio della Vita.
    Rappresenta bene una parte che – forse – abita anche in noi e che siamo chiamati a “sconfiggere” incarnando la qualità dell’eroe della Storia: vincere la propria paura.

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  2. Per me il primo Batman sarà sempre quello di Burton, con Keaton nei passi del Cavaliere Oscuro. Questo perché era la perfetta trasposizione cinematografica dei fumetti che leggevo da bambina. Però la trilogia di Nolan strizza l’occhio al passato, cartaceo e di schermo, proiettandosi oltre senza perderne del tutto le radici. Ottimo Bale. Eckhart l’ho sempre apprezzato, secondo me è un po’ sottovalutato…
    Tutto ciò che è venuto dopo, per me è no.

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    1. Concordo, anche per me Batman rimane quello di Burton, ma anche la versione di Nolan è apprezzabile. Ma non ha niente a che vedere col fumetto. Anche il joker, devo dire, per me sarà sempre Nicholson. In realtà avevo già recensito il Batman di Keaton e di questo non avrei parlato, ma per domani ho preparato la monografia di Heath Ledger, e questo rimane il suo film migliore.

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  3. Intanto grazie per la citazione.
    Bel film, anche se personalmente preferisco il terzo seppur oggettivamente inferiore.

    Concordo che Maggie si adatta meglio al personaggio e che Bale è l’attore perfetto per la doppia vita di Batman! Infatti, alla fine Keaton era un recluso e Patterson solo Batman^^

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    1. Si sente la mano di Nolan nella sceneggiatura, indubbiamente. E’ un film “serio”, che supera la messa in scena di un fumetto. Quello di Burton, che io continuo a preferire, era il fumetto che aveva preso vita sullo schermo. E questo vale anche per le due interpretazioni dei joker.

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      1. È come se vi sia stata un’”evoluzione” di Joker dalle due differenti interpretazioni con Batman (Burton prima, Nolan poi) fino allo stand-alone di Todd Phillips del 2019, ma non proseguo oltre nell’analisi – perchè non è il mio campo e rischio di andar fuori strada. ☺️

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  4. Grazie mille per il link! :–)

    Concordo su Ledger, riesce ad elevare un film che, secondo me, ha anche tanti tanti difetti… però quasi riesci a passarci sopra quando entra in scena lui sottolineato da quella musica inquietantissima di Zimmer!

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