Will Hunting – Genio ribelle (1997)

Un messaggio non originale, ma rinnovato nella forma, quello di questa storia scritta a quattro mani da Matt Damon e Ben Affleck, giustamente premiata con l’Oscar. Ma una buona sceneggiatura da sola non basta a fare un buon film, invece Will Hunting riesce ad affascinare dall’inizio alla fine, merito degli attori che si calano nei personaggi e interagiscono tra loro in maniera naturale, con una chimica che non si vede spesso, e merito anche di una regia che sa assecondarli senza forzature, accompagnando la storia nei momenti più drammatici e in quelli più divertenti, sempre con il ritmo giusto.

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Boulevard (2014)

Il destino di questa pellicola è di essere ricordata come l’ultima interpretazione di Robin Williams, e da una parte è un bene perché sarebbe stato un vero peccato che un attore del suo calibro fosse ricordato per Una notte al museo – Il segreto del faraone. Questo è il terzo dei quattro film che l’attore aveva in programma al momento della sua morte, nell’agosto del 2014, ed è l’ultimo che lo vede sullo schermo. Il film ha avuto purtroppo una pessima distribuzione, in Italia è uscito direttamente in DVD, ed è stato trasmesso dalle reti satellitari. Peccato, perché è una storia molto intensa che lo vede mostrare il suo lato più drammatico, testimoniando la completezza della sua gamma espressiva. Molti non sono d’accordo su questo punto, e sostengono che Williams si esprimesse al meglio nei toni della commedia, ma dopo aver visto questo film forse cambierebbero idea.

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L’attimo fuggente (1989)

“Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita”
E’ la frase che tutti ricordiamo di questa meravigliosa pellicola, quella che tutti siamo pronti a citare, anche chi non conosce il latino. PerchĂ© il messaggio che il film ci lascia è uno di quelli che restano dentro e che ti porti dietro per sempre. Dovremmo goderci la vita, vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, approfittare di ogni attimo, prima che fugga per sempre. E non è l’unica lezione che questo film ci insegna.

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La musica nel cuore – August Rush (2007)

Un film per famiglie, senza grandi pretese se non di raccontare una bella favola che parla di buoni sentimenti, di amore vero e di legami familiari, accompagnata da musiche trascinanti e una dose abbondante di retorica. E se anche lo spettatore che si appresta a guardarlo non ha grandi pretese, se non di vedere una storia semplice e piacevole, con un lieto fine molto improbabile ma delizioso, si potrĂ  godere un film gradevole, sicuramente meno sciocco di tanti altri.

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Hamlet (1996)

Grandiosa trasposizione della tragedia shakespeariana in cui tutto è maestoso e colossale, quasi come l’ego del regista. Fastose l’ambientazione e la scenografia, barocca, luccicante, già di per sé imponente, ma ancor più aumentata dalla presenza di specchi che ne moltiplicano luce e profondità; enorme il numero delle comparse, che rendono la scena del matrimonio tra i due amanti monumentale, più adatta all’incoronazione di un imperatore che alle nozze di una regina, vedova da poco; incredibile la serie di grandissimi attori, scelti anche per i ruoli minori, tra cui Billy Crystal nella parte del becchino, Robin Williams in quella di Osric, Rufus Sewell per Fortebraccio e persino comparse di gran lusso come Lemmon, Depardieu, Charlton Heston, Timothy Spall, Sir Gielgud e Judi Dench.

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L’altro delitto (1991)

Una delle prime regie di Branagh è un giallo insolito e ricco di mistero, un affascinante gioco di specchi tra passato e presente, con un incipit folgorante. Oltre che curarne la regia, prende per sé il ruolo di protagonista, insieme a Emma Thompson, allora sua compagna di vita: doppio ruolo per entrambi in una storia intrigante di amore e morte, con sfumature sovrannaturali molto ben dosate.

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