L’asso nella manica (1951)

È una delle migliori prove di attore di Kirk Douglas, anche se all’epoca non fu un successo al botteghino. Uno dei film che hanno fatto la storia del cinema, anche se non ebbe vita facile, per il crudo realismo degli argomenti trattati, e perché il regista, Billy Wilder, fu accusato di avere un atteggiamento cinico e fuorviante verso la stampa. Il protagonista è sicuramente uno dei personaggi più spregevoli interpretati da Douglas, che supplicò fino alla fine il regista di ammorbidirlo, per renderlo più umano, ma Wilder non volle acconsentire. E il film ci ha sicuramente guadagnato, diventando nel tempo un vero cult.

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La fiamma del peccato (1944)

Film straordinario, una chicca per i cinefili, ma apprezzabilissimo anche da chi non ama il genere. Si può tranquillamente definire come la vetta del noir anni ’40, e uno dei più belli della storia del cinema, insieme a Il grande sonno di Howard Hawks, del 1946, e a Viale del tramonto dello stesso Wilder, del 1950. La pellicola si avvale della magistrale regia di un Billy Wilder in gran forma, che qui arricchisce il suo stile inconfondibile con innovazioni tecniche, strutturali e narrative, che andrebbero studiate inquadratura per inquadratura, per poter essere apprezzate appieno. Ma La fiamma del peccato ha a suo favore anche la sceneggiatura scritta in collaborazione con Raymond Chandler, che riesce a trasformare un romanzo di James Cain, non certo eccezionale, in un autentico capolavoro.

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