I magnifici sette (1960)

Ho già parlato della mia passione per il western, e I magnifici sette è un classico imperdibile. In realtà nasce come omaggio a I sette samurai di Akira Kurosawa, ma preferisco parlarne come film a sé stante, anche perché le differenze rispetto all’originale, ambientato nel Giappone del 1500 e intriso del fascino della cultura nipponica, non giocano a favore del film di Sturges, in cui la storia si sposta nelle praterie del west e si qualifica chiaramente come puro intrattenimento. Le affinità tra i due film si fermano alla linea generale della trama, con i cambiamenti necessari per mantenerla credibile in un contesto culturale diverso.

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Gli spostati (1961)

Film crepuscolare per eccellenza, condannato ad essere caratterizzato da una sfumatura di tragedia, fu una produzione tutt’altro che facile. I tre protagonisti erano tutti in un momento difficile della propria vita e questo ha contribuito probabilmente a quel senso di malinconia che pervade tutta la pellicola.

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Mystic River (2003)

Il film è un adattamento dell’omonimo bestseller di Dennis Lehane, diretto da Clint Eastwood. Se avete letto il romanzo da cui è tratto, sapete giĂ  cosa vi aspetta: una storia dura e crudele, con un finale che predilige la vendetta alla giustizia. La trasposizione che ne ha fatto Clint Eastwood è superba, e lo rende uno dei suoi film migliori. Per questo, e solo per questo, mi sento comunque di consigliarlo, ma se non conoscete il romanzo e non amate le storie che finiscono male, non guardate assolutamente questo film. E’ splendido, nella fattura e nell’interpretazione, ma ha un finale amaro, carico di rabbia e di dolore.

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