Le piace Brahms? (1961)

Un film che si può definire classico, ma che è anche molto anticonvenzionale, datato nelle situazioni proposte, ma animato da personaggi moderni; romantico, ma avvolto da un’atmosfera malinconica e grigia in cui l’amore, quello vero, è del tutto assente. Tratto dal romanzo omonimo di Françoise Sagan, diventa un intenso melodramma nelle mani di Anatole Litvak, che dirige con un tocco particolarmente delicato tre interpreti d’eccezione.

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Il terrore corre sul filo (1948)

Un thriller quasi perfetto, tratto da un radiodramma di Lucille Fletcher, da lei stesso sceneggiato. E’ chiaro che l’aiuto della macchina da presa contribuisce non poco ad aumentare l’atmosfera tesa di una storia nata per la radio, che conteneva già diversi elementi drammatici, ma tutti concentrati nella narrazione e nei dialoghi. Il regista, infatti, grazie alle immagini riesce a catturare molto bene il senso di solitudine e desolazione che segna la vita dei personaggi e confeziona un film in cui la suspense è tangibile, pur essendo quasi del tutto privo di azione, confinato nel ristretto spazio di una camera da letto, come la sua protagonista.

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