Suspect Zero (2004)

Per chi come me ama i thriller, questo film è una vera chicca, perché nonostante si sia visto, rivisto e stravisto di tutto e di più sui serial killer, questa pellicola riesce a dire ancora qualcosa di nuovo, e lo fa in maniera intelligente e originale. E’ stato accusato, in parte a ragione, di essere un po’ troppo contorto, e in effetti la trama non è di immediata lettura, ma sono proprio le contorsioni della sceneggiatura a renderla interessante e singolare.

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Shutter island (2010)

Un affascinante thriller psicologico, che ricalca le orme dei vecchi noir anni ’50, riprendendone l’atmosfera claustrofobica e misteriosa, e aggiungendo qualche elemento di destabilizzante modernità. Tratto dal romanzo L’isola della paura di Dennis Lehane, è una storia ricca di suspense costruita come un meccanismo a orologeria, in cui ogni dettaglio si incastra perfettamente con gli altri creando un insieme solo apparentemente disordinato, che alla fine trova la sua ragione d’essere.

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The confession (1999)

Film molto particolare, sia dal punto di vista cinematografico, perché è diviso in tre parti ben distinte, collegate dalla trama, ma in qualche modo indipendenti, sia per le questioni etiche che la vicenda mette in luce. La pellicola pone infatti quesiti di carattere religioso, ma soprattutto morale, di non poca rilevanza e sottolinea anche un aspetto molto particolare del rapporto tra avvocato e cliente. La storia è quella di due genitori distrutti da un dolore terribile, che affronteranno in modo diverso. Ma è anche una storia di giustizia e di vendetta, e soprattutto di senso dell’onore.

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