Hamlet (2000)

Affascinante e singolare versione della tragedia shakespeariana, ambientata a fine ‘800, con un’insolita Ofelia di colore e un Amleto, una volta tanto, non ossigenato: finalmente c’è del nuovo in Danimarca. Diretto e interpretato da uno splendido Campbell Scott, che si cala nel ruolo di Amleto con sensibilità ed impeto emotivo senza paragoni, il film è fedele al testo di Shakespeare e si avvale di attori molto validi, nonostante provengano quasi tutti da esperienze più televisive che cinematografiche. Del resto il film è stato prodotto per la televisione.

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Mother and child (2009)

Un altro affresco femminile, realizzato dalla mano delicata di Rodrigo García dopo Nove vite da donna. In realtà, nonostante il titolo, il film non affonda mai nella sdolcinata relazione che ci si aspetterebbe, ma finisce per diventare un’analisi approfondita e sfaccettata di quelle che sono le problematiche legate all’adozione, con tutti gli effetti che questa produce su coloro che ne sono coinvolti. Un’intensa storia di sentimenti, commovente e drammatica come la vita delle protagoniste: tre donne molto diverse, ma accomunate in qualche modo da quel sentimento potentissimo che unisce madre e figlio.

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9 vite da donna (2005)

Questo non è un film convenzionale, e non è un film facile. Se amate le storie lineari, con una trama che ha un inizio, uno svolgimento e una fine, questo film non fa per voi. Se riuscite ad apprezzare un film costruito come un puzzle, dove storie di personaggi diversi s’intrecciano fino a fondersi (tipo Magnolia, per intenderci) forse potreste amare questa pellicola. Ma se in un film siete attratti soprattutto dall’interpretazione dei protagonisti e dalle emozioni che riescono a regalarvi, allora questo coinvolgente mosaico femminile vi affascinerà sicuramente.

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