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Bogus – L’amico immaginario (1996)

Un delizioso film per famiglie, semplice e delicato, ma capace di regalare emozioni in modo sobrio e mai troppo sdolcinato. Ricorda in qualche modo Quattro fantasmi per un sogno, e può tranquillamente inserirsi nel genere fantastico, ma aggiunge qualche spunto in più per riflettere. Affronta temi importanti e seri come il dramma della perdita di un genitore e l’incomunicabilità tra adulti e bambini, ma lo fa con leggerezza, accostando momenti toccanti e anche troppo realistici a divertenti incursioni nella fantasia e nella magia dell’infanzia.

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Il negoziatore (1998)

Un thriller d’azione vecchio stile, rinnovato da un mix intelligente di tensione, umorismo e suspense, che ne fa un film di qualità. Fondamentalmente semplice, a tratti quasi stereotipato, tuttavia dà la sensazione di vedere qualcosa di nuovo, sia per i colpi di scena disseminati al momento giusto e in maniera intelligente, sia per le interpretazioni di un cast azzeccatissimo e in stato di grazia. L’idea di fondo della storia è quella di uno scontro tra poliziotti, in particolare tra negoziatori di ostaggi, per cui sappiamo già che il duello non si giocherà tanto sulle armi, quanto su un raffinata partita a scacchi, giocata con sicurezza e astuzia, da personaggi per cui l’analisi e il ragionamento sono il pane quotidiano. Questo non significa, però, che manchi l’azione.

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Operazione sottoveste (1959)

Non so se esiste una classifica dei film più trasmessi in televisione, ma se esiste, questa pellicola deve essere al primo posto. C’è stato un periodo in cui passava almeno una volta all’anno, talvolta due. Eppure, visto e rivisto, si guarda sempre volentieri. È il primo grande successo di Blake Edwards, regista che ha consegnato alla storia del cinema capolavori come Colazione da Tiffany o La grande corsa, oltre alla lunga serie della Pantera rosa con Peter Sellers.

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Il cavaliere oscuro (2008)

Da molti considerato il miglior film dell’uomo pipistrello, il cavaliere di Nolan abbandona definitivamente l’immagine del Batman dei fumetti per diventare un eroe drammatico che lotta per estirpare il male dalla società. Personalmente sono molto affezionata alle atmosfere gotiche e visionarie di Tim Burton, e la sua trasposizione cinematografica di Batman, che esalta l’essenza malinconica del fumetto, resta la mia preferita. Tuttavia non mi è dispiaciuto neppure questo secondo capitolo della trilogia di Nolan, molto più completo, a mio avviso, rispetto al primo.

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Green book (2018)

I fratelli Farrelly sono famosi per commedie irriverenti e spesso demenziali, animate da personaggi grotteschi e con storie volutamente lontane dalla realtà. Il fratello maggiore Peter, per una volta da solista, continua a scommettere sulla commedia, ma questa volta il tono è molto lontano da quello dei film che hanno reso famosa la coppia di registi più politicamente scorretta di Hollywood. Peter firma, infatti, un film agrodolce, una commedia drammatica che alterna momenti di sincera commozione a spunti di un umorismo semplice ma travolgente, e tocca con leggerezza temi come pregiudizio e razzismo. Tuttavia Green book è soprattutto la storia vera dell’amicizia nata per caso tra due persone diversissime, costrette dalle circostanze a una convivenza forzata e a uno sforzo comune di reciproca comprensione.

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Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966)

Una commedia leggera e piacevolissima ancora oggi, pur lontana da altri capolavori di Audrey Hepburn molto più famosi. Un mix perfettamente riuscito di due sottogeneri, che prende in prestito elementi da entrambi senza cadere negli stereotipi dell’uno o dell’altro. Il titolo italiano, più completo dell’originale, tradisce il contenuto della storia e ne anticipa il finale. Il film, infatti, fonde il racconto di un furto, per molti versi comico e di certo originale, con una romantica storia d’amore tra i due protagonisti.

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Il sole a mezzanotte (1985)

Un film particolare, figlio dei suoi anni e di quella guerra psicologica che allora era all’ordine del giorno. Ero una ragazzina all’epoca e ricordo che andai a vederlo quasi esclusivamente per veder ballare Baryšnikov, ma poi il film mi colpì moltissimo per altre ragioni. In quegli anni si sentiva spesso parlare di personaggi famosi, soprattutto artisti, che per lavoro si trovavano ad uscire dalla Russia, anzi, dall’Unione Sovietica, come si diceva allora, e una volta all’estero chiedevano asilo politico per non dover tornare in patria. Mi incuriosiva la questione dell’asilo politico e non riuscivo a capirlo. Questo film mi fece comprendere molte cose.

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La migliore offerta (2013)

Una pellicola originale e insolita, con un fascino raro nella produzione cinematografica moderna. Un film in cui la lentezza non annoia mai, ma anzi aumenta la tensione, attira l’attenzione dello spettatore e lo coinvolge. Ricco di trame e sotto trame, personaggi eccentrici e un mistero che si infittisce man mano che la storia procede, apre una serie di ipotesi e crea aspettative che forse andranno deluse, ma di certo sorprenderanno. In effetti, molti sono i colpi di scena e questo impedisce di fornire i dettagli della trama, perché altrimenti si rovinerebbe inevitabilmente il gusto prezioso di questa storia.

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Susanna! (1938)

Nonostante gli anni che ha sulle spalle, questo film resta una delle commedie più riuscite della storia del cinema, con un ritmo brioso raramente eguagliato e una coppia di attori splendidamente assortiti. La regia impeccabile di Hawks dirige la coppia Hepburn-Grant riuscendo ad armonizzare alla perfezione le differenze e sfruttando a pieno la verve brillante di entrambi. La storia è semplice, ma proprio la sua linearità permette un mix equilibrato tra tutti gli elementi della vicenda.

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The hitcher – La lunga strada della paura (1986)

Una trama semplicissima, quasi inconsistente, che diventa nelle mani del regista e soprattutto degli attori, uno dei più bei thriller degli anni ’80. La premessa è quasi banale: un automobilista che sta attraversando una di quelle tipiche autostrade americane che sembrano non avere né inizio né fine, e in cui i paesaggi offrono solo desolanti variazioni del deserto, ha la bella idea di offrire un passaggio a un autostoppista, nonostante lui stesso ammetta che la madre gli ha detto di non farlo mai. Considerando poi che l’auto su cui viaggia è una Cadillac che deve portare fino a San Diego dal proprietario, il quale ne aspetta la consegna, il suo comportamento appare ancora più incosciente.

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