Il discorso del re (2010)

Un film di rara qualità per la sua semplicità, tenerezza e finezza, in cui il privato, e addirittura l’intimo, si mescolano alla storia creando un bellissimo risultato. Chi si aspetta un film di genere storico, però, rimarrà deluso, perché le vicende politiche della monarchia inglese non sono l’interesse principale di questa pellicola. Quello che il film racconta è la storia di un uomo che affronta i suoi demoni. La vicenda di Giorgio VI è infatti raccontata da una prospettiva poco conosciuta: quella della sua lotta contro un handicap che lo affliggeva fin dall’infanzia e della straordinaria amicizia che ne deriverà con un logopedista a dir poco originale. È attraverso questo prisma che appaiono, quasi sullo sfondo, l’abdicazione del fratello Edoardo VIII e l’ascesa del nazismo.

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Assassinio sull’Orient Express (2017)

Remake del film di Lumet del 1974, ne riprende ovviamente la trama, ma con alcune sostanziali differenze, come per esempio il ruolo dei personaggi, l’inizio della storia e anche la sua conclusione. Sono passati 43 anni tra i due film e si sentono tutti, ma non sempre a discapito del primo. Il secondo è decisamente più moderno nella messa in scena, dinamico e arricchito da effetti speciali. Branagh cerca anche di attualizzare in qualche modo la vicenda, inserendo temi come il razzismo e l’ambiguità morale della giustizia, e si permette pure di modificare il finale scritto dall’autrice e di reinventare il personaggio di Poirot.

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Hamlet (1996)

Grandiosa trasposizione della tragedia shakespeariana in cui tutto è maestoso e colossale, quasi come l’ego del regista. Fastose l’ambientazione e la scenografia, barocca, luccicante, già di per sé imponente, ma ancor più aumentata dalla presenza di specchi che ne moltiplicano luce e profondità; enorme il numero delle comparse, che rendono la scena del matrimonio tra i due amanti monumentale, più adatta all’incoronazione di un imperatore che alle nozze di una regina, vedova da poco; incredibile la serie di grandissimi attori, scelti anche per i ruoli minori, tra cui Billy Crystal nella parte del becchino, Robin Williams in quella di Osric, Rufus Sewell per Fortebraccio e persino comparse di gran lusso come Lemmon, Depardieu, Charlton Heston, Timothy Spall, Sir Gielgud e Judi Dench.

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L’altro delitto (1991)

Una delle prime regie di Branagh è un giallo insolito e ricco di mistero, un affascinante gioco di specchi tra passato e presente, con un incipit folgorante. Oltre che curarne la regia, prende per sé il ruolo di protagonista, insieme a Emma Thompson, allora sua compagna di vita: doppio ruolo per entrambi in una storia intrigante di amore e morte, con sfumature sovrannaturali molto ben dosate.

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Il gladiatore (2000)

All’inizio del nuovo millennio, Ridley Scott si assume il compito, non facile, di ridare vita ad un genere cinematografico ormai desueto, e lo fa da par suo, firmando un film straordinariamente potente. Fin dalla sequenza iniziale ci immergiamo in un’atmosfera epica, un misto di antichità classica e qualche accenno di storia, quel tanto che basta per inserire le vicende del protagonista in un contesto storico verosimilmente realistico. Siamo chiaramente di fronte a un film, non a un documentario, incentrato su un personaggio che non è realmente esistito, ma che incarna tutte le caratteristiche legate all’epoca e alla condizione sociale in cui avrebbe potuto vivere. Qualunque polemica sulle incongruenze storiche è quindi inutile.

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