Serendipity – Quando l’amore è magia (2001)

Forse qualcuno conosce il significato della parola che dà il titolo al film. Sicuramente molti lo hanno imparato proprio dopo l’uscita di questa pellicola. La parola trova la sua origine nella fiaba persiana I tre principi di Serendippo (l’antico nome dello Sri Lanka), nella quale i tre principi protagonisti avevano il dono di scoprire, appunto, cose in maniera fortuita. Da qui Horace Walpole nel 1754 coniò il termine serendipity per definire l’attitudine a fare casualmente scoperte felici e inattese.

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The Paperboy (2012)

Questa pellicola è ufficialmente uno dei maggiori sprechi della storia del cinema, e non lo dico solo io. Il regista ha preso un discreto soggetto, un cast di tutto rispetto e una location suggestiva, ma è riuscito a farne un film mediocre, in cui l’atmosfera è più interessante della storia. Soprattutto nella prima parte, il film ci regala personaggi molto particolari, e un ambiente affascinante e colorato, ma manca lo sviluppo necessario a interessare lo spettatore. Tutto rimane in superficie ed è solo nell’ultimo atto del film che il contenuto diventa interessante, la tensione cresce e tutto diventa più inquietante. Perché, dunque, vederlo?

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I perfetti innamorati (2001)

Hollywood che fa il verso a Hollywood. Difficilmente un film può essere più divertente di quando gli attori interpretano vizi, tic e strane abitudini della loro casta. Chi meglio di loro può conoscere e rivelare i difetti di quella particolarissima fauna costituita dagli animali da palcoscenico? I perfetti innamorati è una gradevole commedia, leggera e spensierata, senza grandi velleità di contenuti, che si propone di descrivere i retroscena più gustosi nascosti dietro l’uscita di un nuovo film, tra le schermaglie amorose dei protagonisti, i trucchetti degli addetti stampa, che a volte devono compiere veri e propri miracoli per riabilitare l’immagine pubblica degli attori, le ansie della produzione che deve far quadrare i conti e la follia di registi indipendenti che rivendicano la propria libertà creativa su ogni altra cosa.

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Martian child – Un bambino da amare (2007)

Una storia di diversità, di abbandono e solitudine, ma soprattutto una storia d’amore. Un giovane scrittore di fantascienza, rimasto vedovo da poco, cerca di superare la solitudine e la depressione adottando un bambino, cosa che del resto volevano fare lui e la moglie, prima che lei morisse. Nonostante la sorella faccia di tutto per scoraggiarlo, David, questo il nome dello scrittore, decide di andare fino in fondo. E di farlo nel modo più difficile.

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Identità (2003)

Thriller originalissimo, che fonde due diverse trame, apparentemente slegate e indipendenti. Fino ad un certo punto il film segue una strada abbastanza scontata, che sembra costruita sulla falsariga di 10 piccoli indiani, con una serie di personaggi iniziali che successivamente escono di scena uno dopo l’altro. Nello stesso tempo l’ambientazione fa inevitabilmente pensare a Psyco e al suo inquietante motel. Solo quando si arriva ad un colpo di scena imprevedibile, finalmente i pezzi del puzzle si ricompongono e tutta la storia sembra avere una sua logica. Identità è qualcosa di più e di diverso da qualunque altra cosa si sia già vista.

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