Belli e dannati (1991)

I film di Gus Van Sant hanno spesso un’aura inconsueta che li rende suggestivi e particolari, nel bene o nel male, ma che difficilmente lascia indifferenti. In questo road movie, ad esempio, le immagini di lunghe strade e skyline che si estendono sull’orizzonte, nuvole in rapido movimento, riprese surreali e simboliche di case e fiumi impetuosi, conferiscono al film uno strano fascino quasi sovrannaturale, che si intervalla al crudo realismo della vita per le strade di Portland, raccontata in tutto il suo squallore. In più c’è un incipit originalissimo e molto ironico, e un riferimento neanche troppo velato all’Enrico IV di Shakespeare. È una miscela di stili affascinante e di grande impatto, che riesce a trasmettere in modo efficace il tema centrale della ricerca dell’amore, e del bisogno di appartenenza.

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Stand by me (1986)

Uno straordinario racconto di formazione, un dramma giovanile sull’amicizia e la perdita dell’innocenza, tratto da un’opera di Stephen King. Un film rivolto al pubblico giovanile, che può facilmente identificarsi nei protagonisti e nei loro problemi familiari, ma splendido anche per lo spettatore più adulto, in cui risveglia i ricordi d’infanzia e le tante difficoltà legate al passaggio all’età adulta.

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