Batman (1989)

Prima che i film di supereroi si cominciassero a sfornare al ritmo di uno all’anno, puntando soprattutto su effetti speciali roboanti per coprire enormi carenze di sceneggiatura, questo fu il primo, coraggioso, tentativo di rianimare la carriera in difficoltà di un glorioso eroe dei fumetti, che sembrava passato di moda. E Tim Burton ne ha fatto un capolavoro da par suo, mantenendosi vicino alle atmosfere malinconiche di Frank Miller, che aveva riportato Batman alle sue oscure radici. Per quanto io abbia amato anche il cavaliere oscuro di Nolan, il mio cuore è rimasto legato a questo primo film, forse perché Burton ha saputo fondere perfettamente l’atmosfera mesta e nostalgica del fumetto, con la sua anima visionaria ed estrosa.

La città di Batman, Gotham City, sembra una metropoli degli anni ’20 immersa nell’oscurità eterna. Gli edifici freddi emanano un desolato senso di claustrofobia, accentuato da inquadrature distorte e colori cupi: il tutto dà al film un’atmosfera opprimente. Quasi come contrasto, viene scelto come protagonista Michael Keaton, per il ruolo di Batman, un attore che fino ad allora si era fatto notare per lo più in ruoli comici. Una scelta che poteva essere un rischio e che invece si rivela molto felice, perché l’abito di Batman è perfetto per Keaton e dà all’attore la possibilità di mostrare tutta l’ampiezza del suo registro espressivo.

Gotham City è una città piena di criminalità e violenza, in balia dei delinquenti, e Batman non può accettare di vivere in un posto così orribile, ma ciononostante si sente connesso ad essa. Questo duplice atteggiamento nei confronti della sua città lo rende una figura tragica e al tempo stesso una specie di simbolo della società moderna in cui tutti viviamo. Per quanto corrotto e marcio sia il luogo in cui vivi, sei indissolubilmente legato ad esso, perché sei un prodotto della società in cui vivi.

Burton ha catturato questa sensazione in modo molto appropriato nel suo film, anche grazie all’interpretazione di Keaton: in alcune scene sembra che Batman e il suo alter ego Bruce Wayne si sentano estranei nella loro stessa città, e Keaton rende magnificamente questo senso di malinconica solitudine. L’altro personaggio che ho adorato di questa pellicola è il Joker di Jack Nicholson. Senza nulla togliere a Joaquin Phoenix, che ne ha dato un’interpretazione umana e sofferta, e al compianto Heath Ledger, che ha trasformato un personaggio scintillante e clownesco in un’anima inquieta e decadente, per me l’essenza del nemico di Batman è stata colta più di ogni altro da Nicholson, che ne ha fatto un personaggio grottesco e volutamente teatrale, esagerato in tutto, nei gesti, nelle parole, nella crudeltà e nell’orrore che semina intorno a sé.

L’interpretazione di Nicholson è fantastica, eccessiva e sopra le righe, ma nello stesso tempo abbastanza controllata da farlo sembrare un personaggio reale, non un fumetto. Il suo Joker è un clown depravato con alcuni tratti perversi, un maestro nel manipolare le persone e ha un discreto carisma; non è un buffone da sottovalutare né un pazzo che non sa quello che fa, e Nicholson modella molto bene il personaggio, rendendolo a tratti terrificante. 

La presenza femminile di Kim Basinger illumina letteralmente l’oscurità di Gotham City e ravviva l’inquieta solitudine di Batman con una parentesi romantica, secondo gli stereotipi classici dei film d’azione anni ’80, in cui l’eroe non è tale se non ha un’eroina (bellissima) da salvare.
Il tono generalmente cupo della pellicola è stemperato da qualche momento di occasionale comicità, che sfuma l’oscurità come solo Burton sa fare.

Rispetto ai film successivi che sono spesso usciti dai binari della tradizione, questa prima versione dell’uomo pipistrello mantiene inalterato il fascino inimitabile dell’eroe dei fumetti, rendendolo però più umano. I personaggi accuratamente sviluppati, in combinazione con una sceneggiatura perfetta che mescola abilmente tensione, ironia e un pizzico di sensualità, oltre a una azione spettacolare ma sempre realistica, creano un divertente adattamento del fumetto, a cui contribuisce una bellissima colonna sonora che esalta l’atmosfera da fiaba per adulti.
Da rivedere, soprattutto per gli amanti di Burton, e da vedere assolutamente se ancora non lo conoscete.

27 pensieri riguardo “Batman (1989)

  1. Probabilmente il miglior film di supereroi fra tutti quelli girati (anche se amo moltissimo pure il primo film degli X-Men). Mentre per quel che riguarda il Joker di Phoenix neppure lo considero tanto un film di supereroi, per quanto gli autori si sono allontanati dalle origini del personaggio…
    Ricordo che quando andai a vedere al cinema questo film solo una cosa mi deluse: che il Joker non fosse stato magro, ma sorvolai, dato l’ottima riuscita della pellicola…
    Burton… All’epoca fu scelto lui e non un altro, oltre perché era stato notato il suo talento visionario, soprattutto perché era uno che con pochi soldi era capace di dar vita ad effetti speciali di tutto rilievo… 😉
    Il successo del film in realtà fu duplice: da un lato rilanciò l’eroe pipistrello; dall’altro spedì Burton nell’elite dei registi migliori. Così Burton, che si era sentito un po’ stretto nei vincoli (sopratutto di sceneggiatura) che gli erano stati messi col primo Batman, ebbe praticamente carta bianca per il secondo. Il quale purtroppo, come sai, fu un grande fiasco, se non proprio al botteghino, perlomeno a livello di qualità filmica. Difatti (anche se su alcuni gruppi facebook qualche idiota lo considera il miglior film di supereroi mai girato) il secondo Batman di Burton è una storia senza capo né coda, con troppi personaggi bizzarri… Tanto che a mio parere sembra un film di serie B!

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  2. Il secondo Batman mi è sempre sembrato più simile a un cartone animato. Sembra quasi che i personaggi siano delle parodie di se stessi e poi, come dici tu, sono troppi.

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  3. mi hai sorpreso con questa rece, anche io ne parlai anni fa e sorprendentemente google lo ha elevato nelle sue ricerche^^
    un film molto bello, ma secondo me Keaton con quella maschera non ci sta benissimo: ogni volta che lo vedo in dettaglio, mi dico sempre che sembra il batman più vecchio di sempre; il dettaglio del mento per me non gli sta bene

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    1. Concordo sul fatto che non stia benissimo con la maschera, ma il film nell’insieme per me è il migliore sul personaggio dei fumetti, quello che ne ha mantenuto l’identità. Nolan ha fatto un bellissimo lavoro, ma ha snaturato il personaggio, secondo me, e anche Gotham, che sembra un incrocio tra New York e Chicago. Troppo realismo. Verrò a leggere la tua recensione. Ieri ho letto quella di S Simon, che a gennaio non avevo letto. Sempre colpa di WP che non mi fa uscire i post.

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      1. Ho letto, mi sembra giusto tutto quello che hai detto. Su Keaton sono d’accordo solo in parte. E’ vero che sembra un po’ imbranato come Batman, e non è sicuro di sé come altri interpreti, ma è anche vero che in questo primo film lui nasce come Batman, quindi è ancora inesperto. E come Bruce Wayne è una figura crepuscolare, malinconica, che si porta dietro un passato doloroso. Io l’ho apprezzato in quel senso, in fondo è un miliardario che invece di godersi i soldi senza far nulla, decide di investire tempo e denaro per ripulire la sua città. In questo film c’è la genesi di Batman. Un po’ come il primo Spiderman.

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