Brivido caldo (1981)

Film bollente, più che caldo, in tutti i sensi. Intanto perché si ispira al romanzo Double Indemnity di James M. Cain, da cui Billy Wilder aveva ricavato quel capolavoro che è La fiamma del peccato, e poi perché la storia è ambientata in un’estate davvero torrida, dove il caldo asfissiante diventa protagonista, materializzandosi sui corpi che già avvampano di passione. Il fuoco giocherà un ruolo importante a livello della trama, il calore è qualcosa che ritorna nei dialoghi e crea un’atmosfera soffocante, mentre il brivido attraversa più volte i corpi dei protagonisti, materializzandosi ora nella paura, ora nella passione.

Tra un giovane avvocato e una donna sposata scocca il colpo di fulmine, apparentemente per caso. Il marito di lei è ricchissimo e tratta affari poco puliti. La donna sembra temerlo e non ha nessuna intenzione di rinunciare alle sue ricchezze: così, convince il giovane amante a partecipare all’uccisione dell’ingombrante coniuge. Per quanto ottenebrato dalla passione, l’avvocato intuisce però che qualche cosa non funziona e che la donna è molto più diabolica di quanto appaia: questi sospetti lo salveranno da morte certa, ma non gli risparmieranno la giusta punizione per il delitto.

Fonte d’ispirazione è il noir classico: c’è la femme fatale che seduce il malcapitato di turno per far fuori il marito, naturalmente per i soldi, ma ci sono anche il doppio gioco e lo scambio di identità a complicare le cose. Una storia vecchia come il mondo, ma rinnovata con stile, anche se la classe di Wilder non è raggiungibile. Molte le differenze tra i due film, anche a livello di trama. Lui non è un brillante assicuratore, ma un giovane avvocato di scarso successo, e manca del tutto il personaggio interpretato da Edward G. Robinson; Kasdan arricchisce invece la storia di nuovi colpi di scena e diversi personaggi complementari, che finiscono per aumentare la suspense e infittire il mistero.

Inoltre la componente erotica è molto più esplicita e ha un maggiore risalto nella dinamica della vicenda: siamo negli anni ’80, la rivoluzione sessuale al cinema è appena iniziata, e Kathleen Turner esordisce con questa pellicola in tutto il suo splendore, diventando subito un sex symbol, e mostrando un’interessante combinazione di sensualità e mistero. Le scene di sesso, opportunamente censurate secondo il gusto di quegli anni, in modo da essere molto più soft che hard, restano comunque tra le più sensuali della storia del cinema, tanto che anni dopo l’attrice sarà chiamata come protagonista per China Blue, dove interpreta una prostituta di lusso.

Oggi siamo abituati a ben altro, le scene di sesso al cinema sono talmente tante e senza alcuna censura, che Brivido caldo può apparire un film per educande, ma a un occhio attento non può sfuggire l’alta carica di sensualità della coppia Turner/Hurt, conturbanti e passionali come pochi altri. Si è parlato tanto di Basic istinct, ma non si avvicina neppure all’atmosfera erotica e sottilmente perversa di Brivido caldo.

Kasdan cambia anche la conclusione della storia: mentre nel film del ’44 il pentimento si materializza nel finale, almeno nell’uomo,  qui non c’è traccia alcuna di sensi di colpa, ma solo la triste e tardiva consapevolezza della propria ingenuità e del destino inesorabile che lo attende. Nel film di Wilder la dark lady espiava infine con la morte la sua colpa, mentre Kasdan accentua la perversa malvagità della donna proprio col finale.

Impreziosito anche da Richard Crenna e Mickey Rourke in importanti ruoli di supporto, il film di Kasdan si può considerare un hard boiled contemporaneo che non ha nulla da invidiare ai migliori noir di matrice classica. Il merito, oltre che della sceneggiatura piena di colpi di scena ben calibrati e dialoghi indimenticabili, è anche dell’ambientazione in una Florida torrida dalle atmosfere morbose, che fa da perfetta cornice alla travolgente passione che esplode fra i due protagonisti, fornendogli un’ottima scusa per liberarsi degli abiti.

Kasdan amalgama il tutto in maniera molto elegante, con una regia sicura e senza sbavature, curando molto anche la fotografia, con dei meravigliosi chiaroscuri, tipici del genere, al servizio di una coppia di protagonisti perfettamente in parte, che, purtroppo, non si ripeterà mai più così.

21 pensieri riguardo “Brivido caldo (1981)

  1. Pensa che un paio di settimane fa l’ho beccato su un piccolo canale locale (GoldTV) ma ancora devo confrontare le versioni per stabilire se sia stato mandato in versione censurata.
    L’ho visto negli anni Ottanta – credo di aver visto la prima di Canale5 del 1987, quindi avevo 13 anni! – Fininvest non aveva ancora adottato la politica dei bollini e film con scene di sesso esplicito andavano in prima serata, cosa che oggi farebbero chiudere l’emittente. Negli anni Novanta un responsabile del palinsesto RAI ha perso il posto perché per errore è apparso un paio di seni alle 10 di mattina,se avesse mandato “Brivido caldo” lo fucilavano 😀
    Hai ragionissima: Basic Instinct è molto patinato, molto più pompato di quanto poi effettivamente si veda, mentre “Brivido caldo” colpisce a sorpresa e non si ferma mai, un gorgo nero in cui il protagonista cade all’infinito.

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      1. Qui sono abbastanza “centrate”, ma è da molto che non vado al cinema. Per ora, non ho trovato nulla che mi interessasse particolarmente. Come diceva la Fornero, sono un po’ “choosy” 🙂

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