2001: Odissea nello spazio (1968)

Il titolo contiene giĂ  in sĂ© associazioni di grandezza epica. Molti conoscono il film, cioè la sua fama, ma pochi l’hanno visto davvero. E a volte chi ha provato a vederlo l’ha trovato noioso o incomprensibile. Un amico mi ha raccontato di averlo visto tre volte e di essersi addormentato tutte e tre le volte, e mi ha chiesto come può essere considerato un capolavoro. Con tutto il rispetto per Kubrick, penso che sia una reazione in parte comprensibile. PerchĂ© è un film diverso da qualunque altro, particolarmente non convenzionale, sia nella forma che nel contenuto. Un film dove ci sono pochissimi dialoghi, e le prime parole, tutt’altro che significative o illuminanti, sono pronunciate dopo circa una mezz’ora dall’inizio. C’è una ragione ovviamente per questa impostazione: Kubrick voleva lasciare che le immagini e i suoni attirassero l’attenzione dello spettatore e raccontassero la storia.

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Orizzonti di gloria (1957)

E’ difficile parlare di un’opera d’arte come Orizzonti di gloria. Difficile perchĂ© si è giĂ  detto tutto, difficile perchĂ© è qualcosa di prezioso, che va maneggiato con cura, difficile perchĂ© si rischia di dire qualcosa di superfluo. Allora proverò un approccio diverso, tenterò un’analisi dei dettagli. Per comprendere meglio la portata di novitĂ  di questa pellicola, va detto che negli anni ’50 i film di guerra avevano quasi tutti un taglio patriottico, erano per lo piĂą ambientati nella seconda guerra mondiale e i protagonisti erano spesso combattenti eroici e onorevoli, che non avevano dubbi sull’utilitĂ  della guerra e non vedevano l’ora di combattere per la salvezza della patria. Ma Kubrick fa qualcosa di completamente diverso, ci mette di fronte al lato piĂą assurdo della guerra, firmando un film controverso che solo nel tempo è diventato un classico.

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