La donna dai tre volti (1957)

Un grande classico e un tema che poi sarebbe diventato fonte quasi inesauribile per il cinema. Tre anni dopo Hitchcock ne farĂ  il suo thriller piĂą famoso mentre Shyamalan, quasi sessant’anni piĂą tardi, regalerĂ  a McAvoy il ruolo migliore della sua carriera. L’approccio di questa pellicola, però, è diverso da altri dello stesso genere, sicuramente diversissimo da tutto il filone di film che hanno sfruttato e continuano a sfruttare l’aspetto piĂą inquietante e orrorifico dello sdoppiamento di personalitĂ . A differenza di Psyco o Split, che ci mettono in guardia dai pericoli di una personalitĂ  multipla, questa pellicola vuole affrontare il problema dal punto di vista strettamente psicoanalitico.

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La parola ai giurati (1957)

Se qualcuno si è chiesto almeno una volta cosa significa ragionevole dubbio, può trovare in questo film una risposta esauriente. La pellicola di Lumet indaga a fondo e cerca di mostrarci non solo quand’è che un dubbio può essere considerato ragionevole, ma soprattutto quando un’incertezza di questo tipo può e deve influire sul verdetto, impedendo la condanna, anche solo potenzialmente ingiusta, di un innocente.

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Fronte del porto (1954)

Elia Kazan è stato uno dei membri piĂą autorevoli dell’Ă©lite di Hollywood che è apparso davanti alla commissione McCarthy negli anni ’50, dietro la cui pressione fece numerosi nomi di attori, registi e sceneggiatori che avevano avuto un passato da simpatizzanti di sinistra.
A seguito della sua soffiata, molti dei colleghi si ritrovarono la carriera finita o addirittura la vita rovinata, e nell’ambiente cinematografico il suo comportamento fu fortemente criticato. Questo film, realizzato poco dopo, può essere visto come la risposta artistica più o meno velata di Kazan, emarginato dal mondo del cinema a causa delle sue denunce. E non per niente i temi principali sono la morale, la coscienza e il tradimento.

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