Il Grande Paese (1958)

Dopo 12 anni da Duello al sole, Gregory Peck torna in un altro leggendario western, ma con un personaggio completamente diverso, e nuovo anche per il genere. James Mac Kay non è semplicemente un buono ad oltranza, onesto e senza macchia, ma è un gentiluomo raffinato e un convinto pacifista. Se ancora non bastasse, il nostro eroe è un ex ufficiale di marina. Dunque, cosa ci fa in un film western? Viene dalla colta Europa nel selvaggio Texas per conoscere il padre della sua fidanzata, proprietario di un’immensa tenuta.

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Bulli e pupe (1955)

Questo adattamento cinematografico dello spettacolo omonimo di Broadway, schizza fuori dallo schermo, e non solo per i balli e le canzoni di Sinatra e Brando. Il canto, la musica, i costumi e l’ambientazione, in breve, l’intera atmosfera, riporta a un tempo nostalgico caratterizzato dallo spettacolo con la S maiuscola. Una storia semplice, quasi banale, come erano spesso i musical degli anni ’50, in cui la trama era solo una scusa per cantare e per ballare.

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Seduzione mortale (1953)

Un classico del genere, un affascinante noir dalle atmosfere torbide. Il titolo dice giĂ  tutto, curiosamente in italiano come in originale (Angel face): c’è una fanciulla, tanto innocente e indifesa all’apparenza, quanto letale nella sostanza, e c’è un giovane, sempliciotto e un po’ ingenuo, come spesso diventano gli uomini in presenza di certe donne, che ne subisce irrimediabilmente il fascino. L’intreccio, di per sĂ© non originalissimo, si avvale di due grandi di Hollywood, qui ancora molto giovani: Robert Mitchum, che qualcuno, non a caso, ha definito l’anima del noir, e un’insolita Jean Simmons nel ruolo della dark lady. Oltre naturalmente alla regia di Otto Preminger che qui sfoggia tutte le sue abilitĂ  di messa in scena.

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