Che fine ha fatto Baby Jane? (1962)

Questo capolavoro ha rivoluzionato completamente il concetto di terrore cinematografico, che fino ad allora era stato quasi sempre legato allo straordinario o al soprannaturale, e comunque al delirio fantastico. Nel film di Aldrich, invece, la suspense è prodotta da banali scontri tra due sorelle, entrambe dotate di una capacità infinita di ferirsi a vicenda, con una grottesca esuberanza femminile. Tuttavia il tema principale del film, rivelato anche dal titolo, non è tanto la rivalità tra le due sorelle, che pure riempie pesantemente lo schermo per tutta la durata del film, ma piuttosto la messa sotto accusa dell’industria dello spettacolo come fabbrica di sogni, che purtroppo sono spesso destinati a diventare amare delusioni.

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Piano… piano, dolce Carlotta (1964)

Doveva essere il seguito di Che fine ha fatto Baby Jane?, ma Bette Davis si rifiutò di recitare di nuovo accanto all’eterna rivale Joan Crawford, e il regista fu costretto a scrivere una nuova sceneggiatura e cercare un’attrice che potesse andare d’accordo con la Davis. Il risultato è un riuscito giallo d’atmosfera, con attori di grande spessore, che tiene letteralmente incollati alla sedia, dall’inizio alla fine. Anche questo film rientra nella categoria di quel favoloso bianco e nero che creava emozioni e suggestioni solo con la luce e con le ombre, dove il sangue, anche se non era rosso, spiccava sul candore di un abito bianco, creando un risultato ad effetto.

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