Testimone d’accusa (1957)

Tratto da un racconto di Agatha Christie, a mio modesto avviso è uno dei migliori gialli che si siano mai visti al cinema e la stessa autrice britannica ripeteva che questo film era la migliore trasposizione cinematografica di un suo lavoro. L’intreccio è sicuramente sottile e intelligente come solo la regina del giallo sapeva fare, ma il film lo fa diventare un capolavoro, mescolando abilmente la trama noir con quella ironia british tanto cara alla Christie, che qui è sapientemente dosata dalla sceneggiatura perfetta, opera dello stesso Wilder, che firma anche la regia.

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Vincitori e vinti (1961)

I processi di Norimberga si tennero nel 1945 e nel 1946 in un tribunale speciale istituito dagli Alleati, contro i capi della Germania nazista, accusati di crimini di guerra. Ma dopo la condanna dei vertici politici e militari, ci si pose il problema di perseguire anche i burocrati, che di fatto avevano attuato la politica tracciata da Hitler senza ribellarsi. Tra questi in particolare furono accusati i giudici, che condannavano a morte degli innocenti, solo per le loro opinioni politiche o religiose. La questione era se fossero anche loro colpevoli di crimini contro l’umanitĂ , o se fossero invece da considerarsi innocenti perchĂ© avevano semplicemente compiuto il loro dovere, applicando la legge. E come doveva essere giudicato l’intero popolo tedesco, che sosteneva di non sapere nulla e guardava dall’altra parte mentre ebrei e altri indesiderabili venivano privati ​​dei loro diritti? In fondo era la questione piĂą difficile da dirimere, perchĂ© non si parlava di militari che avevano obbedito agli ordini, ma di magistrati che avevano fatto il loro lavoro, applicando le regole imposte dal regime. Vincitori e vinti tratta di questo spinoso tema e cerca di dare una risposta. 

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Paura in palcoscenico (1950)

Considerato un giallo “minore” del grande Hitchcock, e poco amato anche dallo stesso regista, è in realtà un buon noir, con una trama complessa che lascia spazio a diversi colpi di scena e a ribaltamenti di prospettiva che cambiano più volte le carte in tavola. In più la vicenda si colora piacevolmente di rosa grazie a una digressione sentimentale ed è arricchita dall’humour tipicamente inglese tanto caro a Hitch.

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