La grande corsa (1965)

Blake Edwards, re della commedia brillante, dedica questa pellicola alla coppia comica per eccellenza, Laurel e Hardy, i nostri Stanlio e Ollio. E in effetti il film è un insieme di trovate comiche, brillanti e paradossali, che si ispira al genere slapstick, cioè a quella comicità elementare basata su gag semplici ed immediate. A questo si aggiunge una buona sceneggiatura e un cast vincente, oltre a una storia che offre più di uno spunto naturalmente comico.

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Hamlet (1996)

Grandiosa trasposizione della tragedia shakespeariana in cui tutto è maestoso e colossale, quasi come l’ego del regista. Fastose l’ambientazione e la scenografia, barocca, luccicante, già di per sé imponente, ma ancor più aumentata dalla presenza di specchi che ne moltiplicano luce e profondità; enorme il numero delle comparse, che rendono la scena del matrimonio tra i due amanti monumentale, più adatta all’incoronazione di un imperatore che alle nozze di una regina, vedova da poco; incredibile la serie di grandissimi attori, scelti anche per i ruoli minori, tra cui Billy Crystal nella parte del becchino, Robin Williams in quella di Osric, Rufus Sewell per Fortebraccio e persino comparse di gran lusso come Lemmon, Depardieu, Charlton Heston, Timothy Spall, Sir Gielgud e Judi Dench.

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