Due settimane per innamorarsi (2002)

Questa pellicola ha le carte giuste per piacere, perché è un’ottima miscela di romanticismo e commedia brillante, che si avvale tra l’altro di una coppia davvero ben assortita: Bullock e Grant, belli, simpatici e irresistibili. Se non amate questi attori, allora lasciate perdere, perché il film si regge essenzialmente sulla loro alchimia. Purtroppo dalle storie d’amore è difficile aspettarsi qualcosa di nuovo, tutto è abbastanza prevedibile, il finale scontato, l’atmosfera patinata e, in questo caso, glamour, visto l’ambiente in cui si svolge la storia. Eppure questo film riesce a non annoiare, anzi tiene vivo l’interesse dello spettatore catalizzandolo non tanto sulla storiellina in sé, tutto sommato banale, ma sui ritratti psicologici dei personaggi, sui loro caratteri così diversi eppure così complementari, così apparentemente lontani, ma sostanzialmente tanto simili da attrarsi irrimediabilmente.

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Notting Hill (1999)

Cinque anni dopo i quattro matrimoni che gli hanno dato fama internazionale, Hugh Grant fu nuovamente chiamato ad essere protagonista di una commedia sentimentale di gran successo, riproponendo la caratteristica più amata del suo personaggio: quell’anima semplice e tenera, da bravo ragazzo della porta accanto, che tutte noi vorremmo incontrare almeno una volta nella vita.

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Quattro matrimoni e un funerale (1994)

Un classico che ha fatto innamorare intere generazioni sulle note di Love is all around you e che ha cambiato le nostre abitudini. PerchĂ©, ammmettiamolo, dopo averlo visto, nessuno di noi ha piĂą sbuffato ricevendo l’invito a un matrimonio. Una commedia sfacciatamente british, che è il risultato di una perfetta sinergia tra un cast indovinatissimo, una sceneggiatura spumeggiante, location intriganti e una regia che ha saputo coordinare il tutto con grande classe.

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Un’avventura terribilmente complicata (1995)

Dopo il clamoroso successo di Quattro matrimoni e un funerale, il regista Mike Newell cambia completamente registro, e sceglie di lavorare di nuovo con Hugh Grant, ma in un dramma oscuro, cinico e profondamente cupo. La differenza tra commedia e tragedia a volte è solo una questione di sfumature. Entrambi i film ruotano attorno a una storia d’amore e seguono vari personaggi che s’incontrano e si scontrano in quella folle girandola che è l’innamoramento, ma qui il tono si fa decisamente più serio.

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Love actually (2003)

Una delle piĂą riuscite commedie brillanti, e insieme sentimentali, degli ultimi decenni, con un meccanismo perfetto che intreccia tra loro personaggi e storie senza forzature, creando un insieme corale davvero riuscito. Non solo: pur essendo un insieme di storie d’amore ambientate nel periodo di Natale, non c’è nessun sentimentalismo esasperato nĂ© un eccesso di banalitĂ  natalizie, ma anzi le vicende dei vari personaggi sono quanto di piĂą originale e variegato si possa immaginare.

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Florence (2016)

L’improbabile storia della ricca Florence Foster Jenkins, incarnata da una Meryl Streep insolitamente sopra le righe, diventa un film godibilissimo che perde però il sapore della biografia. Ho letto il libro, da cui il film ha preso spunto, solo per caso, perché me l’hanno regalato, e ho capito subito che era uno di quei casi, non rari, in cui un brutto libro trae notorietà e ristampe da un bel film. Il libro non è altro che una lunga biografia, abbastanza noiosa, del personaggio incredibile di Florence, e della sua ancora più incredibile carriera di successo nel mondo del bel canto. Ma il film che Stephen Frears è riuscito a ricavarne è quanto di più vivace e divertente si possa immaginare, e dipinge il personaggio di Florence in tutta la sua involontaria comicità, senza tuttavia trasformarla in una caricatura grottesca.

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Per amore di mio figlio (1991)

Secondo tv movie, a sei anni di distanza da Una gelata precoce, a trattare il delicato tema dell’AIDS, in cui si possono trovare, ancora in fieri, molti degli elementi che due anni dopo faranno di Philadelphia il capolavoro che tutti abbiamo ammirato. Sono passati più di dieci dall’inizio della diffusione della malattia, ma se ne sa ancora pochissimo, mentre molti sono ancora i pregiudizi. Qualcuno preferisce illudersi che il virus riguardi solo gli omosessuali, nonostante ormai si sappia che non è così, e il terrore del contagio è tale da pregiudicare i contatti sociali con gli ammalati, anche se i medici continuano a informare sulle meccaniche di trasmissione del morbo, specificando che è possibile contrarlo solo con lo scambio di sangue infetto.

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