Marigold Hotel (2011)

In mezzo a tanti teen movie, commediole inconsistenti popolate di giovani adolescenti in preda agli ormoni, questo film è una perla rara. Una commedia garbata e divertente, interpretata da un cast over 60 ancora in perfetta forma, che dimostra di voler assaporare la vita e amare, anche se l’adolescenza è finita da un pezzo. Ambientata nell’affascinante India tanto amata dai turisti, è una deliziosa commedia tipicamente britannica, diretta da John Madden e interpretata da alcuni dei migliori rappresentanti del cinema d’Oltremanica. Judi Dench, Bill Nighy, Penelope Wilton, Maggie Smith, Tom Wilkinson, Celia Imrie e Ronald Pickup, con la partecipazione straordinaria di Dev Patel, animano questa variopinta carrellata di personaggi in cerca d’amore.

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Assassinio sull’Orient Express (2017)

Remake del film di Lumet del 1974, ne riprende ovviamente la trama, ma con alcune sostanziali differenze, come per esempio il ruolo dei personaggi, l’inizio della storia e anche la sua conclusione. Sono passati 43 anni tra i due film e si sentono tutti, ma non sempre a discapito del primo. Il secondo è decisamente piĂą moderno nella messa in scena, dinamico e arricchito da effetti speciali. Branagh cerca anche di attualizzare in qualche modo la vicenda, inserendo temi come il razzismo e l’ambiguitĂ  morale della giustizia, e si permette pure di modificare il finale scritto dall’autrice e di reinventare il personaggio di Poirot.

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The shipping news – Ombre dal profondo (2001)

Molti dei film di Lasse Hallström sono ambientati in luoghi idilliaci e hanno colori caldi e atmosfere avvolgenti. Questa pellicola è tra i suoi film più freddi e cupi, ambientato in una natura inospitale, ma il motivo è presto detto: il filo conduttore del film è il superamento del dolore. E la tesi che Hallström vuole dimostrare è che per quanto possa essere brutto il presente, o possa essere stato orribile il passato, il futuro può sempre riservare cose belle.
Quando ti fanno così male, è possibile guarire? Questa la domanda che il personaggio principale si pone in una delle scene più drammatiche, ed è in qualche modo il tema centrale del film. Il film è la storia di una rinascita e di una rivincita morale, non solo del protagonista ma anche dei vari personaggi che gli gravitano attorno, ognuno con un passato a dir poco doloroso da dimenticare.

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Chocolat (2000)

Un film che inizia con “C’era una volta”, non può che essere una favola, una vicenda suggestiva raccontata in chiave simbolica, dove nessun personaggio è casuale, ma ognuno ha la sua caratterizzazione e il suo perché. Alla regia c’è quel Lasse Hallström che si è dimostrato un maestro di rara sensibilità nel dirigere pellicole come Buon compleanno Mr. Grape e Le regole della casa del sidro. Anche questa volta parte da un romanzo e lo traduce in immagini, dando vita ai personaggi con un attento approfondimento psicologico e dimostrando la propria particolare capacità di rappresentare situazioni ed emozioni attraverso lo studio dei dettagli e la ricostruzione degli ambienti.

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Hamlet (1996)

Grandiosa trasposizione della tragedia shakespeariana in cui tutto è maestoso e colossale, quasi come l’ego del regista. Fastose l’ambientazione e la scenografia, barocca, luccicante, già di per sé imponente, ma ancor più aumentata dalla presenza di specchi che ne moltiplicano luce e profondità; enorme il numero delle comparse, che rendono la scena del matrimonio tra i due amanti monumentale, più adatta all’incoronazione di un imperatore che alle nozze di una regina, vedova da poco; incredibile la serie di grandissimi attori, scelti anche per i ruoli minori, tra cui Billy Crystal nella parte del becchino, Robin Williams in quella di Osric, Rufus Sewell per Fortebraccio e persino comparse di gran lusso come Lemmon, Depardieu, Charlton Heston, Timothy Spall, Sir Gielgud e Judi Dench.

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