Magnolia (2000)

È uno di quei film che si ama o si odia, e per amarlo non bisogna cercare di capirlo, ma solo guardarlo e lasciare che i personaggi ti catturino e ti invitino a partecipare alle loro storie. Non è un film facile: più di tre ore per raccontare gli scherzi giocati dal destino in un solo giorno, nella vita di nove persone. Avrebbe potuto essere un pasticcio disordinato e frammentato e forse nelle mani di un altro regista lo sarebbe diventato. Ma Anderson si assicura che i suoi personaggi abbiano spazio per respirare e che le varie storie abbiano il giusto tempo per svolgersi. I temi centrali del film sono due: uno è il passato con cui si deve necessariamente fare i conti, perché torna comunque a bussare alla nostra porta, prima o poi, e l’altro è la casualità, che domina la vita degli uomini sotto la forma di coincidenza, influenzando le nostre esistenze al di fuori del nostro controllo.

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Philadelphia (1993)

Un film che ha fatto epoca perché è stato uno dei primi a parlare di AIDS, non tanto della malattia in sé, quanto delle sue conseguenze sociali. Ogni film è un riflesso del suo tempo e a volte il cinema dice molto di più sulla società, di quanto non faccia la storia stessa. Certo, ci sono opere di portata limitata che perdono il loro impatto negli anni, ma Philadelphia non è uno di quei film. Per quanto il suo tema centrale non sia più così controverso, conserva la sua potenza, trascendendo i limiti della premessa.

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