Blow dry – Never better (2001)

A distanza di quattro anni da Full Monty, gli stessi autori danno vita a un altro gioiellino della cinematografia britannica, un film grazioso, divertente e brillante, con un cast più che notevole, ma che per qualche oscuro motivo è rimasto inedito in Italia. Non si sono neppure disturbati a dargli un titolo in italiano. E’ stato trasmesso dalle televisioni satellitari dopo la sua uscita, e ogni tanto, per fortuna, passa ancora, ma non ha mai visto l’interno di un cinema. Non è uscito nemmeno in DVD, almeno non doppiato in italiano. Ed è un vero peccato, oltre che una vergogna.

Il film è ambientato in un piccolo paesino della campagna inglese dove si svolge il campionato internazionale dei parrucchieri, e già la premessa fa sorridere. Se poi i parrucchieri sono Alan Rickman e Bill Nighy, ex soci e ora acerrimi nemici, che si scontrano a colpi di battute taglienti e dispetti reciproci, oltre che di forbici, la commedia è servita.

Ma ci sono anche un’ex moglie (Natasha Richardson), che ha lasciato il marito per fuggire con la modella di lui (Rachel Griffiths), e un figlio poco più che adolescente (Josh Hartnett) che si innamora della figlia del rivale (Rachael Leigh Cook). La pellicola sa come affascinare e in meno di un’ora e mezza diverte e commuove al tempo stesso, ci fa conoscere i segreti dei grandi parrucchieri e riesce a parlare di argomenti come omosessualità e cancro in maniera leggera, ma mai irrispettosa.

La storia alterna sapientemente commedia e dramma, senza che nessuno dei due prevalga, ma facendo in modo che dopo ogni lacrima segua almeno un sorriso. I rapporti tra i vari personaggi sono complicati e hanno origine in un retroscena che viene svelato lungo la storia, ed è abbastanza credibile, ma allo stesso tempo talmente assurdo da essere umoristico. A parte la sceneggiatura, che riserva momenti esilaranti e trovate davvero spassose, il film vale soprattutto per il cast.

Natasha Richardson interpreta un ruolo complesso e lo fa in maniera intensa: non solo è una donna che ha lasciato il marito per un’altra donna, ma nasconde a tutti il segreto della sua malattia, che non vuole rivelare alla compagna. Alan Rickman, nei panni del parrucchiere abbandonato dalla moglie, che non le parla da dieci anni, è uno dei due mattatori del film. Il suo umorismo pungente, espresso in sguardi e gesti, prima ancora che a parole, è uno dei punti di forza del film.

L’altro mattatore, il suo grande rivale nell’acconciare in modo stravagante le teste femminili, è Bill Nighy, che qui sfodera tutta la sua verve, disegnando un personaggio assolutamente insopportabile, ma in fondo simpatico. Tra bisticci e battute, vedremo tagli di capelli incredibili, e acconciature folli che superano i sogni più sfrenati.

Alcune trovate poi sono geniali, come l’idea di fare pratica di colorazione tingendo un intero gregge di pecore: una trovata semplice, ma di grande effetto. Molto divertente anche il personaggio interpretato da Rachel Griffiths, l’ex modella che ha soffiato la moglie all’amico, e che alla fine deciderà di collaborare con lui per la finale del concorso, e non solo. Tra questi quattro adulti che si comportano come ragazzini capricciosi, ci sono i due figli adolescenti che dovrebbero incarnare il lato romantico della storia, ma danno vita anch’essi a situazioni spassose.

Il film diventa una giostra di caricature un po’ folli in uno scenario che prende in giro tutti i pregiudizi stereotipati e le battute sui parrucchieri. In fondo Blow dry riprende un po’ la struttura di Full Monty, dove la parte più esilarante del film non è tanto lo spogliarello finale, quanto tutti i retroscena che lo precedono e che costituiscono l’ossatura della storia; qui tutto il film si snoda in funzione del concorso, ma è la sua preparazione la parte più importante, le alleanze e i litigi, gli intoppi e gli imprevisti, e soprattutto le soluzioni improvvisate.

E quando arriva la serata finale, la sfilata naturalmente è un trionfo: non ha più importanza chi ha tradito chi, o chi è stato abbandonato. La competizione diventa l’occasione perfetta per curare vecchie ferite e riunire una meravigliosa famiglia allargata. Così le lacrime lasciano il posto al sorriso e alla voglia di vivere. Un film che vale davvero la pena di essere visto, un’iniezione di buonumore e ironia, su temi non facili da affrontare, che lascia un buon ricordo.

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