Angeli con la pistola (1961)

Ultimo film di Frank Capra, canto del cigno del re dell’ottimismo e del lieto fine. Un classico del cinema che fonde con eleganza dramma e commedia, raccontando ancora una volta l’America stravolta dalla Grande Depressione, come solo Capra sapeva fare. Certo non siamo ai livelli de La vita è meravigliosa, altro classico natalizio, ma anche Angeli con la pistola, possiede un risvolto poetico di fondo che traspare dietro all’ironia della commedia. Il film regala quindi allo spettatore occasioni di commozione profonda, unite a lampi geniali di autentico umorismo, il tutto confezionato con abbondanza di buoni sentimenti.

Siamo nel periodo del proibizionismo. Dave “lo sciccoso”, è un gangster che si dedica al contrabbando di alcolici. È superstizioso, ed è convinto che gli portino fortuna le mele che compra da una mendicante alcolizzata, soprannominata Apple Annie. Quest’ultima ha una figlia che, con infiniti sacrifici, ha mantenuto a studiare in Europa, del tutto ignara delle condizioni in cui vive la madre. Ora Louise, la figlia, che nel frattempo si è fidanzata con il figlio di un conte spagnolo, sta per venire a New York per presentare alla madre il futuro sposo e suo padre. Annie è chiaramente disperata all’idea di dover incontrare la figlia dovendole rivelare la verità sulle proprie misere condizioni di vita.

Dave, che è un duro dal cuore tenero, decide di aiutare Annie a trasformarsi da stracciona in grande signora, almeno per il tempo necessario ad incontrare la figlia e il fidanzato. Per buon cuore, ma anche perchè teme che altrimenti le sue mele non gli portino più fortuna. Insieme ai suoi pittoreschi scagnozzi, e usufruendo dei potenti mezzi di cui dispone grazie alle sue attività illegali, le organizzerà una festa degna di una regina. Per riuscirci, coinvolgerà persino il commissario della polizia con un insolito patto, e quest’ultimo mobiliterà l’alta società di New York per aiutare la dolce Annie a realizzare il suo sogno.

Capra, da quel mago che è, riesce a fondere con garbo trama e personaggi, mescolando sapientemente la miseria più squallida all’agiatezza più sfacciata, il mondo spietato della malavita a una bontà si sentimenti ed intenti degni di una coscienza immacolata. Proprio da questo secondo aspetto nasce il titolo italiano, che nell’originale, Pocketful of miracles, dava invece rilievo all’aspetto “miracoloso” della storia.

La trama è ben intrecciata, ricca di aspetti interessanti e di momenti molto intensi, capaci di intenerire e toccare in profondità, ma anche di divertire, con toni quasi farseschi. Il cast è arricchito da attori di prim’ordine, da Bette Davis a Glenn Ford, passando per Peter Falk, fino alle deliziose Hope Lange e Ann-Margret che danno un po’ di brio e romanticismo alla storia. I personaggi sono tutti molto ben caratterizzati, in particolare la banda dei guappi al seguito di Dave, che ispirano simpatia istintiva nel loro essere apparentemente “cattivi”, ma al tempo stesso generosi ed altruisti all’evenienza.

Glenn Ford, che Capra non avrebbe voluto, preferendogli Frank Sinatra o Dean Martin nel ruolo del boss, riesce invece a caratterizzare molto bene lo spirito del gangster che in fondo è migliore di tante persone oneste, e Bette Davis è perfetta per il ruolo, non si potrebbe davvero immaginare nessun’altra in quella parte. Da grande attrice quale era, non ha mai avuto paura di apparire invecchiata o imbruttita nei suoi film, e qui dà vita ad uno dei più bei personaggi della sua carriera, tratteggiandone con delicatezza vizi e virtù, rappresentandone tutta l’umanità. La sua trasformazione da vecchia alcolizzata a gran signora rivestita a nuovo, è una delle scene più tenere della storia del cinema, e la sua Annie ha un’espressione sensibile, uno sguardo malinconico e triste, che la rende un personaggio fiabesco.

 Meraviglioso anche il Carmelo interpretato da Peter Falk, che per questo ruolo fu candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista. Va detto che nella versione italiana il suo personaggio è rivalutato anche dal doppiaggio di Oreste Lionello, che con accento siciliano, lo caratterizza in modo fantastico come un piccolo scagnozzo, dal cervello non troppo fino ma dal cuore d’oro.

Il film in fondo è una fiaba, che quasi si trasforma in parabola, quando Capra ci mostra i sacrifici di una madre premiati dalla felicità della figlia, e i cattivi che infine si redimono per aiutare i buoni, e addirittura decidono di cambiare vita. Nulla di scontato, però, grazie ad una sceneggiatura ben calibrata, con dialoghi precisi al millimetro, e un cast superbo in cui nessuno, dai protagonisti fino alle comparse, è fuori parte.

Molto più di un banale film natalizio, Angeli con la pistola è una commedia brillante traboccante di buoni sentimenti, che attraverso una storia forse un po’ ingenua, coinvolge lo spettatore, anche moderno, regalando più di due ore di divertimento, addolcito da momenti di commozione e romanticismo che non sfociano mai nel patetico. Da vedere e rivedere, non stanca mai.

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45 pensieri riguardo “Angeli con la pistola (1961)

  1. Capra è sempre stato un grande regista sia a livello tecnico che nel raccontare dei personaggi molto interessanti. Anche nei suoi lavori “minori” riusciva comunque a inserire qualcosa di suo che rendeva la storia più interessante e certamente quest’opera fiabesca ha molto da dire.

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      1. Eppure se un giorno ti capitasse te lo consiglio, perché non è il Jackie clownesco del nuovo millennio, ma il giovane talentuoso cineasta che voleva ritagliarsi un proprio spazio e ha sfoggiato una visione filmica davvero eccezionale.
        In Italia è uscito in DVD con lo stupido titolo inglese “The Canton Godfather”, ma è una sorta di piccolo kolossal: una secchiata di grandi nomi di Hong Kong appare in piccoli ruoli, malgrado siano tutti attori da noi noti giusto a pochi appassionati.
        Vedrai che scoprirai un Jackie regista che fa rimpiangere non abbia continuato a dirigere 😉

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      2. Ok, se mi capita lo vedrò. Chan mi ha già sorpreso come attore in The Foreigner, film che non avrei voluto vedere quando ho saputo che c’era lui, e invece mi è piaciuto. Cercherò di rivalutarlo…

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  2. Ottima scelta anche questa, da te raccontata con garbo ed esperienza. Vero, una piacevole fiaba, ma le fiabe raccontate da Capra hanno uno spessore diverso, narrano la vita vera sulla quale però si abbatte miracolosamente la magia 🙂 Grazie.

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  3. Commento con ritardo ma questo film è meraviglioso ed hai perfettamente ragione: non ci si stanca mai di vederlo!!! A Dave piace credere di essere “cattivo” ma in realtà non è così 😊 e poi perchè non credere, per lo spazio del film, che un piccolissimo miracolo possa accadere? Buon pomeriggio Raffa 🌺

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