I maghi del terrore (1963)

Curioso e atipico divertissement, a metà tra commedia e horror gotico, allestito dal veterano Roger Corman, che dirige tre maestri del cinema horror, Vincent Price, Boris Karloff e Peter Lorre, riuniti per l’occasione con intento chiaramente parodistico.

Siamo in Inghilterra, nel XV secolo. Il potente mago Craven, impersonato da Price, è ancora in lutto per la perdita della moglie, quando una notte un corvo bussa alla sua finestra, e si rivela ben presto essere un collega mago, Bedlo, trasformato in volatile dal malvagio mago Scarabus. Bedlo ha le buffe sembianze di Peter Lorre, mentre dietro il terribile Scarabus si cela il sempre inquietante Boris Karloff. Craven aiuterà Bedlo a vendicarsi e scoprirà anche che la moglie in realtà non è mai morta.

Ispirandosi vagamente al poemetto Il corvo di Edgar Allan Poe, Corman mette in scena una storia caratterizzata da suspense e stregonerie, arricchita da un brillante tocco di raffinato umorismo. Il regista era specializzato nel girare con bassissimi budget ed in pochi giorni, tanto che nel periodo previsto per questo film riuscì a realizzare anche La vergine di cera.

Dopo diversi horror classici ispirati alle opere di Edgar Allan Poe, questa volta Corman regala allo spettatore una piacevole sorpresa realizzando una sorta di parodia del genere gotico, godibile, anche se non eccezionale, e che oggi appare decisamente ingenua. L’operazione è curiosa, soprattutto per l’epoca, anche se alla fine rimangono solo le buone intenzioni, a causa soprattutto di una certa carenza della sceneggiatura.

Va comunque lodato l’impegno dell’istrionico terzetto di attori che regge il film, rendendolo uno spettacolo originale e gradevole. Price e Lorre in particolare avevano dato vita a un irresistibile siparietto anche ne I racconti del terrore dell’anno prima. Da segnalare anche Jack Nicholson, giovanissimo e decisamente acerbo, in una piccola parte, qui alla sua seconda collaborazione con Corman dopo La piccola bottega degli orrori del 1960.

Servendosi delle stesse scenografie utilizzate per i film del ciclo di Poe, Corman confeziona un horror caricaturale e autoironico, dimostrando una gran voglia di scherzare e in questo è chiaramente sostenuto dagli attori che, oltre a confermare la consueta professionalità, qui si dimostrano capaci anche di prendersi in giro.

Avvalendosi di stupende atmosfere gotiche a colori, e ambientando la storia in luoghi tipici come castelli rudimentali e impolverati, Corman ribadisce la propria capacità artigianale di saper creare inquietudine con il minimo indispensabile, puntando soprattutto sull’esaltazione delle scenografie e degli ambienti.

Lo scontro tra Scarabus e Craven si svolge perlopiù sui dialoghi intrisi di un’ironia molto british, intervallati da magie e incantesimi dei due protagonisti che vedono il povero Bedlo come vittima preferita. Il tutto esaltato dalla magnifica mimica facciale dei tre attori, che furono lasciati liberi di improvvisare, con risultati molto felici. La loro intesa è perfetta, anche se pare che Karloff non sopportasse le improvvisazioni di Lorre.

Il film procede a suon di incantesimi, filtri magici e stregonerie fino al gran finale: un duello all’ultima magia tra il mago buono e quello cattivo, che in qualche modo rimanda al divertente scontro, avvenuto nello stesso anno, tra Mago Merlino e Maga Magò nel film di animazione La spada nella roccia.

Corman usa parecchia inventiva, anche se gli effetti speciali ovviamente fanno sorridere, e probabilmente l’intento era quello. Price dà il meglio di sé proprio sul lato parodistico, facendo il verso a se stesso, Karloff è sornionamente autoironico mentre vaga per il set un po’ a disagio, e i suoi lineamenti paiono quelli di una statua, sebbene notevole, mentre Lorre è perfetto come piagnucoloso pasticcione. Lo scontro finale tra i due maghi rimane comunque leggendario, caso esemplare in cui le idee compensano la carenza degli effetti speciali.

Nel complesso è una pellicola ancora oggi gradevole, simpatica e divertente, diretta in maniera professionale e molto ben interpretata da tre maestri del genere, che sicuramente si sono anche divertiti molto nel farla, e sono riusciti a comunicare allo spettatore la loro passione, rendendo il film ancora più godibile.

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25 pensieri riguardo “I maghi del terrore (1963)

  1. Incredibile, proprio un paio di settimane fa ho beccato una bella versione “d’annata” di questo film su ReteMia, un vecchio canale televisivo della mia Regione (Lazio) che ormai trasmette solo in streaming. E a sorpresa la versione usata ha un doppiaggio più completo rispetto a quella che gira oggi su DVD, il cui riversamento ha “perso pezzi per strada” 😛
    Il film però non l’ho rivisto, la mia visione giovanile mi ha lasciato parecchio freddino: adoro i vari attori ma non per i loro lavori in terza età.

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  2. Eh no, ci assomiglia moltissimo, secondo me. 😀 😀 Ma a parte questo, no ho mai visto un duello di magia tanto rassicurante! 😀 MI è piaciuto un sacco! E lo cerco di sicuro questo, che già l’atmosfera un po’ ingenua e divertente mi è davvero sembrata un ottimo motivo per vederlo! 🙂

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  3. Adoro l’ironia anglosassone e cercherò di vedere questo film al più presto! Ai giorni d’oggi gli effetti speciali fanno un po’ sorridere ma sono certa che i dialoghi suppliranno al cambio dei tempi, buona serata 😊🌺

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  4. Che spettacolo, l’ho visto l’anno scorso quando ho recuperato tutto il Ciclo di Poe realizzato da Corman ed è stato una bellissima sorpresa! All’inizio non avevo idea che fosse una commedia ed ero perplesso dal fatto che Vincent Price continuasse a inciampare in un attrezzo che era chiaramente in mezzo ai piedi, poi quando è entrato il corvo ho capito che piega avrebbe preso il film e sono stato al gioco.
    Quando poi è apparo Jack Nicholson ho avuto qualche istante di smarrimento a pensare “ma è lui o non è lui?”, e mi sono sentito come il meme di Leonardo di Caprio che indica la tv.
    Che dire, è sicuramente ingenuo e visto oggi fa tenerezza, come hai scritto, ma effettivamente è ancora molto godibile. A me è piaciuto molto.

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