Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto (2015)

Negli ultimi anni il personaggio di Sherlock Holmes è stato reinventato in diversi modi ed è diventato protagonista “moderno” di film e serie televisive che ne hanno sfruttato la genialità e l’abilità investigativa, stravolgendone spesso l’immagine creata da Conan Doyle. Questo dramma crepuscolare ne dà un ritratto molto umano, che forse sarebbe piaciuto al suo inventore: Holmes non è più l’eroe infallibile dei suoi giorni migliori, ma è un uomo al tramonto che lotta con la memoria e gli insulti del tempo. Fa quasi male vederlo così, perché ci eravamo abituati a pensarlo come una specie di supereroe, invincibile e infallibile, e vederlo soccombere alle ingiurie della vecchiaia mette malinconia. Ma l’approccio non convenzionale permette di vedere il personaggio da una prospettiva completamente diversa, che gli conferisce una profondità molto interessante.

Ormai ultranovantenne, il famoso detective si è rifugiato nella sua residenza di campagna dove vive con la governante, Mrs. Munro, e il figlio di lei, Roger, un ragazzino particolarmente sveglio e intraprendente. Holmes soffre di Alzheimer, sente che la memoria lo abbandona e non può più svolgere la propria attività di investigatore. Leggendo il resoconto del suo ultimo caso, scritto e pubblicato come sempre dall’amico Watson, si rende conto che non è del tutto esatto, ma non riesce a capire cosa sia che gli sfugge.

Con l’aiuto di Roger, cerca di scoprire la verità su quel caso irrisolto ed è tormentato da ricordi frammentari, che sembrano provare il suo coinvolgimento indiretto nella morte di una giovane donna. Passato e presente si alternano senza intoppi, anzi il personaggio di Holmes prende sempre più forma attraverso questo meccanismo di avanti e indietro nel tempo. Inizialmente si è concentrati sull’evidente invecchiamento fisico e mentale di Holmes, che zoppica, sospira e si lamenta. Col tempo, però, l’uomo sembra rivelarsi pian piano, aggiungendo frammenti di sé che fanno salire il coinvolgimento con il suo personaggio al di sopra della semplice compassione.

Mescolando due trame apparentemente slegate e combinando una storia nell’altra, il film ci racconta il dramma di un uomo, la cui salute sta peggiorando, che cerca disperatamente di ricordare il suo ultimo caso, e nello stesso tempo deve affrontare la sua vita quotidiana su cui incombe l’usura del tempo. Ne risulta un ritratto variegato e incredibilmente ricco, che suscita grandi emozioni. Da un’indagine all’apparenza insignificante e da una vita quotidiana oziosa, trascorsa a prendersi cura delle sue api e del figlio della governante, si ricava una lezione di umanità.

Mi è piaciuto molto questo Sherlock Holmes che mostra tutta la sua fragilità, alle prese con i fantasmi di un fallimento personale, e che affronta il peso dei rimpianti e la scelta difficile, talvolta necessaria, tra verità e menzogna. Non è l’investigatore un po’ spocchioso e sicuro di sé che abbiamo sempre visto procedere a passo sicuro, spesso dileggiando il povero Watson che rimaneva costantemente indietro. Il ritratto del grande detective fatto dal regista e sceneggiatore Bill Condon, è agrodolce, incentrato sulla nozione di rettitudine e onestà, per trasmettere meglio il messaggio che mentire a volte è necessario. Condon offre a Ian McKellen uno dei suoi ruoli più eleganti e commoventi, demistificando il classico personaggio divenuto vecchio e amareggiato, angosciato dalla solitudine ma rallegrato dalla casuale complicità con il bambino.

Infine invita a riflettere sulla necessità di abbellire a volte la realtà per aiutare meglio gli altri ad andare avanti. Una prospettiva che in fondo Watson ha sempre seguito, cercando di impreziosire, nei suoi racconti, le gesta del suo amico fraterno. Mostrando uno Sherlock Holmes elegante e irriverente, Condon mostra il lato nascosto del personaggio, consapevole che la sua vita sta volgendo al termine e che la razionalità e l’intelletto lo stanno abbandonando. E cosa ci può essere di peggio per un genio, che si è sempre considerato di gran lunga migliore di chiunque altro, che dover fare i conti con la propria fallibilità?

La sceneggiatura, scritta insieme a Jeffrey Hatcher e basata sul romanzo di Mitch Cullin, è molto ben fatta. I dialoghi sono molto realistici, naturali, e lasciano spazio all’espressività degli attori quando necessario. Ian McKellen offre una brillante interpretazione, ricca di sfumature, e vale la pena guardare il film anche solo per lui. Laura Linney è credibile nei panni della governante, anche se viene messa inevitabilmente in ombra dal protagonista, ma la sorpresa viene dal giovane Milo Parker, nel ruolo di Roger, che riesce senza difficoltà a tenere testa ai due protagonisti adulti.

È un film malinconico, dalle atmosfere rarefatte, ma che regala insospettabili momenti di ilarità, come quando Holmes assiste divertito alla rappresentazione del suo personaggio al cinema. Nel guardare questo Holmes al tramonto, mi è venuto in mente il ritratto scanzonato, ma assolutamente ortodosso, che ne ha fatto Spielberg in Piramide di paura, quando ha immaginato il personaggio di Conan Doyle alle soglie dell’adolescenza. Qui il ritmo è del tutto diverso. E’ un film che procede al passo lento e zoppicante della vecchiaia, che non a tutti può risultare gradito. Ma soprattutto una cosa è sicura: non è un thriller, e questo deve essere ben chiaro per chi sceglie di guardarlo. Non è il classico film incentrato sulla figura del celebre detective, ma è un interessante capitolo che si aggiunge alla sua storia, celebrandone l’umanità.

31 pensieri riguardo “Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto (2015)

  1. Non ne ero a conoscenza di questo film. A livello editoriale, diversi scrittori si sono divertiti a riesumare Sherlock Holmes, tra cui Stephen King. Esiste clone / spin-off / fan-fiction: Solar Pons. Il nome fu cambiato perché Doyle non voleva privarsi dei diritti legali che gli stavano comunque fornendo una rendita, ma in realtà è lo stesso identico personaggio.

    Piace a 1 persona

  2. da Wikipedia:

    “Il personaggio e il suo successo segnarono profondamente la carriera di scrittore di Doyle, il quale giunse a volersi liberare della propria creazione in modo drastico e nel racconto L’ultima avventura, il personaggio venne fatto morire nel corso di un duello con l’arcinemico Moriarty ma, in seguito alla richiesta dei lettori, fu convinto a scrivere un nuovo romanzo, Il mastino dei Baskerville, ambientato prima della sua morte, avvenuta nel 1891 per poi, – dato che il corpo non era mai stato ritrovato – farlo ritornare in vita e in attività ne L’avventura della casa vuota, ambientata nel 1894 e, nei tre anni precedenti si narra che si tenne nascosto per aiutare in segreto il governo britannico. ”

    Si dice che Doyle fosse letteralmente nauseato e stesse malissimo quando era impegnato a scrivere una nuova avventura del suo famoso investigatore e desiderava fortemente liberarsene.

    🎃

    Piace a 1 persona

  3. E’ nella mia videoteca e l’ho apprezzato molto; quando è uscito ho preso il dvd, perché amo C.Doyle e penso di aver letto tutto di lui. I film e telefilm un po’ datati su S.Holmes penso di averli visti tutti, ormai molto tempo fa. Mi ha fatto piacere leggere una recensione tanto vicina la mio sentire in merito a questo film elegante e, a mio parere, malinconico, sì, ma anche molto dolce ed umano.

    Piace a 1 persona

  4. Anche a me è piaciuto. E questa recensione capita a fagiolo perché mi dà modo di spingerti a recuperare due storie di S.H. che ho rivisto recentemente tratte da un vecchio sceneggiato rai a puntate, di quando ancora erano di elevata qualità. Sono due storie, La valle della paura e L’ultimo dei Baskerville, molto aderenti alle versioni letterarie (per cui la seconda risulta perfino migliore della prima).
    https://www.raiplay.it/programmi/sherlockholmes-losceneggiato

    Piace a 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...