50 volte il primo bacio (2004)

Non amo particolarmente Adam Sandler, non mi piace la sua comicità, anche perché sinceramente non riesce a farmi ridere più di tanto, e i suoi film, a parte qualche eccezione, non brillano, secondo me, né per intelligenza, né per profondità. Questione di gusti, naturalmente, so che c’è chi lo adora, anche se mi sfugge il motivo. Questa pellicola, pur non essendo sicuramente una commedia raffinata, riesce tuttavia ad essere un film delicato, che unisce la commedia sentimentale tipica degli anni d’oro di Hollywood (Cary Grant mi perdonerà il paragone), con momenti di comicità più moderna e irriverente, ma mai grossolana, come in altri film di Sandler.

Henry è un biologo marino alle Hawaii, dove affianca alla passione per gli animali acquatici quella per le belle ragazze. E l’ambiente lo aiuta parecchio, visto che abbonda di donne in cerca di avventure. Ma un giorno, in un caffè, incontra Lucy, e perde letteralmente la testa per lei, riuscendo alla fine a conquistarla, dopo aver tentato con ogni mezzo di impressionarla.

C’è un problema, però, e non piccolo: Lucy ha problemi di memoria a breve termine, cioè durante la notte dimentica quanto accaduto il giorno prima. La causa è un incidente d’auto in cui è rimasta coinvolta un anno prima, alla vigilia del suo compleanno. Da allora per lei il tempo si è fermato, e ogni giorno rivive la mattina del suo compleanno, con la complicità della sua famiglia, che teme altrimenti di sconvolgerne gli equilibri. Per Henry ha inizio quindi una sfida estenuante ma anche esaltante: riconquistare Lucy tutti i giorni, ripartendo da zero.

Tante risate e qualche lacrima in questa commedia sentimentale firmata dal regista Peter Segal, già autore di Terapia d’urto, che qui regala allo spettatore un’intelligente struttura narrativa, temi importanti e un finale non banale. La pellicola scorre senza intoppi, né tempi morti, anche se non si può dire che pecchi di eccessiva originalità.

Purtroppo in alcuni momenti la tipica recitazione di Sandler, canzonatoria e volgare, torna a prendere il sopravvento, e causa alcuni cali di tono che stonano un po’. E di sicuro è meglio stendere un velo pietoso sulle canzoni strimpellate dal buon Adam con l’aiuto della chitarra, rese ancora più strazianti dal doppiaggio.

Ma in generale il film si mantiene in quota grazie a una buona dose di umorismo, a tratti con risultati davvero notevoli. E anche se il lieto fine è d’obbligo, la soluzione dello sceneggiatore George Wing è meno scontata di quanto ci si potrebbe aspettare.

Al cinema la perdita della memoria recente è un espediente sempre più usato per creare nuovi e inaspettati sviluppi in sceneggiature a volte un po’ stanche e abusate. In 50 volte il primo bacio l’amnesia parziale viene applicata per la prima volta alla commedia sentimentale classica. In realtà c’è qualche affinità con Ricomincio da capo, in cui lo scorbutico meteorologo interpretato da Bill Murray rimaneva incastrato in una specie di incantesimo punitivo, che rendeva letteralmente tutte uguali le sue giornate. Un incubo simile qui lo affronta Adam Sandler, costretto ogni giorno a ripartire da capo per conquistare la sua Lucy.

Ma mentre Murray doveva imparare dai propri errori e diventare una persona migliore, per spezzare l’incantesimo, qui Sandler deve fare il salto verso la vita adulta. Proprio lui, allergico alle relazioni serie, è costretto a impegnarsi per far durare l’unica di cui gli importi davvero. Ed è una curiosa nemesi del destino quella di un seduttore che prima faceva di tutto per farsi dimenticare dalle sue conquiste, e ora darebbe qualsiasi cosa per lasciare un ricordo. Insomma, un film che trova anche il tempo, tra una risata e l’altra, per far riflettere.

50 volte il primo bacio diventa così, grazie soprattutto a degli ottimi comprimari (tra cui Dan Aykroyd, un po’ in disparte) e a una luminosa e graziosissima Drew Barrymore, una commedia romantica frizzante ma garbata, capace di catturare lo spettatore, soprattutto grazie alla fluidità della trama, alla vivacità dei dialoghi e all’atmosfera generale, creata anche da una colonna sonora tutta reggae e pop. Il simpatico personaggio di Lucy è la chiave di questo film e vale la pena guardare la Barrymore che irradia tutto il suo talento per la commedia, e pare abbia la capacità di migliorare anche la recitazione di Sandler.

Il film di Segal diverte, a tratti commuove, e una volta tanto il lieto fine non è poi così scontato, e di certo non banale. E’ una commedia semplice, vivace, fresca e divertente, con un finale prezioso che vale da solo tutto il film e ci regala una morale particolarmente significativa: perché possa durare, l’amore si deve rinnovare ogni giorno, reinventandosi continuamente.

27 pensieri riguardo “50 volte il primo bacio (2004)

  1. La penso esattamente come te su Sandler ma comunque anch’io ho trovato moderatamente divertente questa commedia. Chissà, magari aspettandomi una roba inguardabile avevo abbassato così tante le aspettative che mi è sembrava invece un buon prodotto medio 😛

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