Saving Mr. Banks (2013)

Se c’è una cosa che Hollywood ama, è parlare di se stessa, svelare i dietro le quinte dei suoi capolavori, regalando al pubblico curiosità e gossip su personaggi e film entrati nella storia del cinema. E quando fa questo tipo di operazione-verità, di solito rivela particolari succulenti che il grande pubblico ignora, perché noti solo agli addetti ai lavori o ai pochi informati sui fatti. Conosciamo tutti il film Mary Poppins, sappiamo che è stato un enorme successo e che la tata volante è diventata un fenomeno mondiale. Quello che pochi sapevano prima dell’uscita di questo film, è che ci sono voluti più di vent’anni prima che il capolavoro fosse realizzato e che la sua gestazione è stata molto difficoltosa.

Per vent’anni, infatti, Walt Disney ha cercato di ottenere i diritti cinematografici del libro Mary Poppins dall’autrice australiana, Pamela Lyndon Traverse. Il libro era il preferito delle sue figlie e Disney aveva promesso loro che ne avrebbe fatto un film. La Travers, però, era molto affezionata al personaggio da lei creato, e temeva che Disney avrebbe rovinato il suo amato libro, trasformandolo in un musical. Tuttavia, quando si trovò senza soldi e con la prospettiva di perdere la casa, accettò di incontrare Walt Disney a Los Angeles, anche perché la casa di produzione americana aveva accettato di concederle il diritto di approvazione finale della sceneggiatura, e aveva rinunciato all’uso dell’animazione, cosa che la Travers detestava. Dunque scopriamo che il film avrebbe dovuto essere molto diverso da quello che poi è diventato, e la protagonista stessa, nelle intenzioni della sua creatrice, era ben diversa dalla dolcissima tata che ha fatto sognare milioni di bambini. Saving Mr. Banks racconta proprio il lungo e faticoso processo di trasformazione del libro, attraverso l’incontro-scontro tra l’allegro Walt e l’ostile Pamela.

Raccontare in un film una storia il cui esito è noto poteva essere un rischio. Invece assistere alla realizzazione del film Mary Poppins, a tutti i retroscena, le difficoltà e i problemi da superare, e soprattutto allo scontro tra due caratteri così diversi, eppure entrambi forti e appassionati, decisi a non retrocedere dalle proprie posizioni, si rivela una bella storia, che affascina e coinvolge. Ad esempio, il motivo per cui la Travers ha un legame così speciale con il personaggio da lei creato, è chiarito nei flashback della sua infanzia.

Vediamo come la piccola Pamela era cresciuta nell’aspra Australia, con un padre amorevole, che però aveva problemi con l’alcol e perdeva continuamente il lavoro. Il loro legame era forte, e la morte del padre aveva provocato un trauma che la scrittrice avrebbe portato con sé per il resto della sua vita. Nel momento del dolore più grande, era stata la zia materna a trasferirsi con la sorella e a prendere in mano le redini della famiglia.

A lei è ispirato il personaggio della tata, e la Travers avrebbe voluto che fosse severa e pratica, dura e forte come lo era la zia Ellie. Sicuramente non un personaggio incline alla fantasia e ai sentimenti come era nei progetti di Walt Disney. L’accattivante contrasto tra i due personaggi principali è uno dei punti di forza del film, soprattutto quando lo scontro tra loro produce i momenti più divertenti.

Splendida la scena in cui la scrittrice, già innervosita per il sole californiano che trova oltremodo fastidioso, entra per la prima volta nella camera d’albergo prenotata per lei dalla Disney, e la trova piena zeppa di peluche Disney, di dimensioni assurde, su cui domina un gigantesco Topolino sistemato sul letto. E altrettanto divertente è lo scontro tra i mondi diversissimi rappresentati dai due protagonisti, quando Disney porta la Travers a Disneyland, nel tentativo di farle capire il suo punto di vista.

Che Emma Thompson fosse una grande attrice lo sapevamo. Ma con la noiosa Pamela supera se stessa, trasformando un personaggio molto antipatico in una donna da amare. Nevrotica, eccentrica, apparentemente fredda ma anche estremamente vulnerabile; la Thompson passa senza sforzo da un tratto caratteriale all’altro senza fare del suo personaggio una macchietta. E’ quasi incredibile seguirne la trasformazione, vedere come su quel viso duro e freddo, faccia infine capolino uno smagliante sorriso, a fronte dei tanti sforzi fatti da Disney e dalla sua squadra di collaboratori, unicamente per soddisfarla. Alla fine anche lei sarà conquistata da Mary Poppins, non quella che lei ha creato, ma quella sognata da Disney.

Tom Hanks sembra avere un ruolo più facile nell’interpretare il simpatico Walt. Ma non è così. Intanto perché fisicamente non gli somiglia affatto, e poi perché Disney non era solo l’eterno ragazzo che realizzava i propri sogni, ma anche un uomo d’affari scaltro e abile, che cercava sempre di ottenere quello che voleva. Lo dimostra chiaramente quando evita di invitare la Travers alla prima del film, temendo una sua reazione negativa con la stampa. E Tom Hanks riesce a disegnare tutte le sfumature del suo personaggio in maniera più che convincente.

Gli attori principali sono supportati da un cast eccellente che comprende Colin Farrell, nel ruolo del padre alcolizzato della piccola Pamela, Paul Giamatti nei panni dell’autista assegnato alla scrittrice, che riesce a sopportare i suoi capricci e a rispondere con saggezza e buonumore alle sue lamentele, e Ruth Wilson nel ruolo della madre. E ancora Kathy Baker e Rachel Griffiths in ruoli minori, ma significativi. La storia alterna momenti divertenti, dove la Disney dimostra una notevole autoironia, ad altri intensi e commoventi, in cui prevale quel sentimentalismo tanto odiato dalla Travers. Nel complesso è un film delizioso che ancora una volta svela al pubblico quale immenso lavoro si nasconda dietro la magia del cinema e quali inimmaginabili frammenti di realtà possano celarsi dietro personaggi di fantasia.

15 pensieri riguardo “Saving Mr. Banks (2013)

  1. Io amo moltissimo questo genere di film, sicuramente può essere visto come Hollywood che si guarda l’ombelico e si autocelebra, ma trovo sempre interessantissimo vedere artisti di qualsiasi campo lavorare per produrre le opere che noi abbiamo conosciuto e amato, che siano libri, musica o, in questo caso, un film.
    Conoscevo l’aneddoto sull’origine di Mary Poppins, ma sono riusciti a trarne un film davvero delizioso: Tom Hanks ed Emma Thompson sono meravigliosi, quando due grandi attori si incontrano nasce sempre qualcosa di speciale, come in questo caso, e riescono a valorizzare una storia di cui, giustamente, conosciamo già il finale. E’ stato bello vedere anche Travers che, nonostante il disprezzo per il lavoro di Disney, gli indica la strada giusta nell’interpretazione del romanzo, quando gli suggerisce che Mary non accorre in soccorso dei figli; si vede che, nonostante le differenze enormi e inconciliabili, c’è del grande rispetto tra di loro. Il film, comunque, addolcisce molto sia la vicenda che il finale: da quello che so Travers non ha mai davvero apprezzato il film ma solo alcuni suoi elementi, come Julie Andrews.

    Piace a 2 people

  2. Recensione bellissima e il film, preso in sé, è molto godibile. Però la Disney se la canta e se la suona da sola, la storia è molto romanzata, così come la costruzione del personaggio del “capo”, ma ci sta. Ho apprezzato moltissimo i flashback e Giamatti nel ruolo dell’autista. Il film è stato realmente girato negli studios attuali, prendendo in prestito gli ex padiglioni riservati all’animazione (ora si sono trasferiti dall’altra parte della strada), dove Thompson si siede a cogliere i fiori.

    Piace a 1 persona

    1. Certamente non è un ritratto imparziale e veritiero di quello che è successo, però è bello che comunque l’abbiano raccontato. Anche perché in certi punti non è che Disney ci faccia una gran bella figura.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...