Loverboy (2005)

Film decisamente poco conosciuto, fa parte di quel cinema indipendente, fuori dai circuiti hollywoodiani, che difficilmente diventa campione d’incassi, ma che spesso, come in questo caso, riserva bellissime sorprese. Kevin Bacon dirige la moglie in una storia al femminile delicata e commovente, ma dai risvolti inaspettatamente tragici.

E’ la storia di un amore unico, viscerale, travolgente. Di quegli amori che ti riempiono la vita, senza lasciare spazio per niente e per nessuno. Solo che questa impetuosa storia d’amore non coinvolge un uomo e una donna, ma una donna e suo figlio. Un figlio sognato e desiderato più di ogni altra cosa, progettato per un rapporto esclusivo che non lascia spazio per nessun altro, né amici, né compagni di gioco, né insegnanti, nemmeno un padre.

Intelligente, bella e ricca, Emily Stoll ha tutto tranne una cosa che renderebbe la sua felicità perfetta: un bambino. Per realizzare questo sogno, si getta con passione tra le braccia di uomini che le sembrano all’altezza, non alla ricerca di un marito, cosa che non la interessa, ma solo di un mezzo per rimanere incinta. Del resto non ha bisogno di un marito che la mantenga perché è ricca e indipendente, e nella sua mente non ha neppure bisogno di un padre per suo figlio: lei è convinta di avere tutto l’amore necessario per rendere felice il suo bambino.

Quando finalmente il suo sogno si avvera, e il piccolo Paul entra nella sua vita, l’amore per lui è inesorabile e totalizzante, tanto che da madre amorevole si trasforma gradualmente in una madre paranoica, perseguitata dalla follia amorosa, che vive col figlio il un mondo tutto suo, escludendo chiunque altro. Diventa una madre ansiosa e possessiva, che fa del figlio la sua unica ragione di vita, al punto da cambiare casa quando si sente minacciata da vicini troppo invadenti e da insegnanti che non sanno comprendere il valore del suo bambino.

Questa donna ossessionata dalla maternità, che cresce il figlio come fosse un principe, si convince pian piano che lui sia speciale, così come speciale e privilegiato deve essere secondo lei il loro rapporto. E quando l’amore è così totale da diventare assillante, non può che soffocarti, e scivolare lentamente nella follia. Così, quando il bambino cresce e la donna si rende conto che non può più tenere il figlio solo per sé, arriva ad una decisione estrema e folle, come folle ed estremo è il rapporto che la lega a lui.

“C’è mai stata una madre che ha amato di più suo figlio?” Questa la domanda che Emily si pone nel momento più toccante e sconvolgente di tutto il film. L’ossessione per la maternità non è un tema nuovo e neppure troppo originale, ma questa pellicola riesce a rendere la storia straordinaria, e gli sviluppi della convivenza tra madre e figlio inquietanti e meravigliosi al tempo stesso.

Kyra Sedgwick disegna con rara sensibilità il ritratto contorto di questa madre assolutamente fuori dagli schemi, asfissiante, insopportabile, a tratti odiosa e implacabile, possessiva ma anche infinitamente dolce e commovente, una madre che ama e vuole essere amata in modo totale, senza riserve, che si annulla nel figlio e vorrebbe che il figlio si annullasse in lei. Attraverso flashback disseminati lungo la narrazione, scopriamo l’infanzia di Emily, i genitori inadeguati che l’hanno segnata nel profondo con il loro tragico abbandono, e cominciamo a capire la sua ossessione di essere una madre perfetta. Arriviamo anche a provare pena per lei.

Complesso ed emotivamente bruciante, Loverboy ci coinvolge nel mondo claustrofobico di Emily e Paul, grazie alla sofferta interpretazione della Sedgwick, sobria e terrificante insieme, e alla regia di Bacon che dirige la moglie con discrezione, senza mai essere invadente con la macchina da presa, ma lasciandola protagonista assoluta, riservandosi il ruolo marginale e nemmeno troppo positivo del padre hippy e rockettaro. Accanto a loro anche Sandra Bullock, Matt Dillon, Oliver Platt, Marisa Tomei, Blair Brown e Campbell Scott, tutti in ruoli secondari ma significativi per la storia. La bambina che interpreta Emily da piccola è nella realtà Sosie Bacon, la figlia di Bacon e della Sedgwick.

Il risultato è un film toccante e coinvolgente, che delude un po’ solo nel finale, lasciando allo spettatore un senso di fallimento e una profonda amarezza. Ma considerando la piega che prende la storia da un certo punto in poi, si può considerare un lieto fine. Da vedere per comprendere quanto l’amore, anche con le migliori intenzioni, possa essere distruttivo.

23 pensieri riguardo “Loverboy (2005)

      1. Appena ho letto la tua risposta, ho provato a cliccare su quella icona, e… magia: si è aperto! 🙂 Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che dopo aver clicato su “Lancia il tuo sito” mi sia comparsa subito dopo una pagina con i relativi costi; io o sono tornato nella pagina precedente, o ho chiuso quella pagina non confermando alcuna opzione… È successo a te?

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      2. Sinceramente non me lo ricordo… Però ricordo che c’erano due opzioni: si doveva scegliere se volevi che il sito fosse pubblico (visibile a tutti) o privato (visibile solo a te).

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      3. Allora, ho dato un’occhiata a i vari blog, mi sembra che i più adatti alla scrittura siano questi: Libre 2 – Penscratch 2 – Indipendent Publisher 2 – Libretto. Comunque devi scegliere secondo il tuo gusto… Tra l’altro quando visiti qualche blog che ti piace, se guardi in basso a destra dovrebbe apparire il nome del blog, cliccando sui tre puntini verticali. Così se ti piace puoi usarlo anche per te. Io però devo dirti che il tuo blog continua a non essere visibile, i tuoi post si leggono solo sul Reader; se clicco su “visita” continuo a vedere la pagina blu con scritto prossimamente.

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      4. Ciao Raffa, grazie! MNon so perché continui ad esserci scritto “Prossimamente”; adesso l’ho verificato anche io, per entrare; eppure nel pomeriggio, cliccando sull’icona azzura sono entrato…boh, proprio non lo so!
        Grazie per la verifica; mi piacerebbe che le Pagine che ho creato sul mio nuovo blog fossero visibili; dò un’occhiata. Grazie ancora, buona serata!

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