Un’avventura terribilmente complicata (1995)

Dopo il clamoroso successo di Quattro matrimoni e un funerale, il regista Mike Newell cambia completamente registro, e sceglie di lavorare di nuovo con Hugh Grant, ma in un dramma oscuro, cinico e profondamente cupo. La differenza tra commedia e tragedia a volte è solo una questione di sfumature. Entrambi i film ruotano attorno a una storia d’amore e seguono vari personaggi che s’incontrano e si scontrano in quella folle girandola che è l’innamoramento, ma qui il tono si fa decisamente più serio.

Il film segue le vicende di Stella, una ragazza di sedici anni che entra in una compagnia teatrale con la speranza di poter recitare. Scoprirà parecchie cose, più sull’amore e sulla vita che sul teatro, si innamorerà del regista, per poi scoprire che è gay, e finirà tra le braccia di un vecchio attore abituato a spezzare cuori femminili, senza farsi troppi scrupoli. Sorpresa finale con colpo di scena molto, ma molto amaro. Il titolo è tratto da Peter Pan, la commedia che la compagnia deve mettere in scena: è una frase con cui Peter si riferisce alla morte dicendo, appunto, che sarà un’avventura terribilmente complicata. E la morte diventa sul finale un personaggio della storia.

Purtroppo il film non fu molto apprezzato dal pubblico, che si aspettava forse un Hugh Grant molto più divertente e leggero. Peccato, perché invece è un film interessante, e molto ben interpretato, che vale almeno una visione. Grant ha l’occasione per offrire una performance contorta e cinica, tutto l’opposto del romantico e goffo personaggio dell’anno prima: dipinge questo regista malizioso e perverso, che non fa niente per attirare le simpatie dei suoi attori e nemmeno dello spettatore, e si dimostra orgogliosamente manipolatore e dissoluto. Sogghigna attraverso il suo monocolo a tutti, mentre il suo hobby preferito è corrompere l’innocenza. Insomma, tutto fuorché simpatico.

Nel ruolo del vecchio dongiovanni Alan Rickman dà il meglio di sé; dal momento in cui entra in scena e si innamora della giovanissima Stella, il film ha una svolta decisiva, anche se il ritmo rallenta un po’. Del resto la trama si complica, sul finale, proprio intorno al suo personaggio, e richiede tempo per svelare particolari importanti. Con questa interpretazione Rickman mostra il suo lato affascinante e romantico, che prelude al personaggio di Ragione e sentimento, girato quello stesso anno, e dimostra di saper essere molto più di un villain.

Un altro buon motivo per apprezzare questa pellicola, è il fascino del teatro, che qui viene mostrato in tutta la sua cruda realtà, da dietro le quinte. Sembra quasi che il film sia il lato oscuro della pellicola di Branagh, Nel bel mezzo di un gelido inverno. Mentre Branagh punta su un umorismo travolgente, Newell vuol dare un’immagine fin troppo realistica del teatro, che alla fine risulta deprimente. Anche l’ambientazione non aiuta: il teatro è fatiscente, la città è desolata, gli attori sono a pezzi.

L’intera storia si svolge in un gruppo teatrale dei sobborghi di Liverpool, e gli attori sono fondamentalmente dei reietti: aspiranti sottopagati, alcolizzati e debuttanti che subiscono gli abusi del regista senza cuore perché non hanno altro posto dove andare. In questo quadro di generale malinconia, i tentativi occasionali di umorismo spesso sembrano inappropriati, e finiscono per rendere il film ancora più drammatico.

Allora perché vederlo? Perché è un film intelligente e ben fatto, che quasi nessuno ha visto. Questione di gusti, certo, ma è sempre molto divertente vedere i film che svelano i meccanismi dello spettacolo, anche quando quello che si vede non è così piacevole. E’ un punto di vista privilegiato quello di chi può vedere ciò che succede dietro le quinte, e far parte di qualcosa del genere è sempre un’esperienza straordinaria.  

32 pensieri riguardo “Un’avventura terribilmente complicata (1995)

      1. Perchè la gente si aspettava di ridere e invece il film non era una commedia. E’ come quando Abatantuono ha fatto Regalo di Natale, molti suoi fan sono rimasti delusi.

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      2. Appunto, un film che ha rivelato anche le sue vere capacità. Ma chiediti quanto ha incassato al cinema, rispetto a Eccezziunale veramente o altre menate del genere…

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  1. Splendida recensione come sempre amica mia! Se ti piacciono i film in cui il mondo dello spettacolo riflette su se stesso e svela i suoi retroscena al grande pubblico, guarda anche “Il bruto e la bella” e “Un volto nella folla”: forse sono i film di cinema nel cinema più riusciti di sempre. Quest’ultimo lo puoi vedere su Youtube, completo, gratuito e in italiano. Anzi, ti metto direttamente il link:

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