Cattive compagnie (1990)

Un thriller affascinante dalle sfumature noir, che sembra creato su misura per i due interpreti. Attraversato da un’atmosfera di alta tensione che mantiene tutta la vicenda sul filo del rasoio, si muove abilmente tra cliché e innovazione, ottimamente servito da due attori perfetti per i rispettivi ruoli. E’ la storia di un’amicizia, nata per caso, tra due persone diversissime, che finirà per degenerare gradatamente, fino alle conseguenze più estreme.

Il misterioso e ambiguo Alex, bello, sfrontato e affascinante, porta una scossa nella vita piatta e noiosa di Michael, giovane yuppie un po’ imbranato e incapace di ribellarsi alla monotonia del lavoro e delle convenzioni sociali. Per quanto il primo è disinibito e sicuro di sé, per quanto l’altro è represso e impacciato. All’inizio la loro amicizia sembra piacevole, Michael rimane affascinato dalla personalità prorompente dello sconosciuto, e anche ammirato da quella sicurezza che gli invidia, mentre la sua vita sociale e lavorativa subisce miglioramenti improvvisi: in breve tempo Alex aiuterà Michael a liberarsi della fidanzata opprimente, e a fare rapidamente carriera, eliminando ogni eventuale concorrente.

D’altra parte anche Alex sembra invidiare qualcosa al nuovo amico, soprattutto i soldi, che sembrano non mancargli, e il bell’appartamento in cui vive. Ben presto, però, emerge tutta la follia di Alex, che si rivela uno psicopatico senza scrupoli né morale, capace di trascinare a fondo il malcapitato compagno di bagordi, che si ritrova intrappolato in un incubo senza fine.  Michael faticherà non poco a liberarsi della nefasta influenza, ma alla fine ritornerà con gioia alla sua tranquilla, sia pur noiosa, vita di sempre.

Rob Lowe e James Spader si muovono agevolmente nei rispettivi ruoli, che sembrano disegnati su di loro: quello di Lowe è un cattivo un po’ stereotipato, bello e maledetto, ma d’altra parte è stato il suo destino per gran parte della sua carriera; sembra divertirsi moltissimo a usare il suo viso perfetto e angelico per nascondere la mente fredda e calcolatrice di un pericoloso sociopatico.

Allo stesso modo è in parte scontato anche il giovane debole e un po’ succube a cui dà volto e anima Spader, il classico personaggio buono che accetta le cose come stanno, solo perché non ha la forza di opporsi. Dovrebbe essere felice, Michael, invece si sente stranamente insoddisfatto della sua vita, perché è timido e mite, e passa tutto il suo tempo cercando di fare la cosa giusta, conformandosi alle meschine richieste della società.  L’incontro con lo sconosciuto farà scoccare in lui la scintilla necessaria per avviare la sua progressiva trasformazione, e Spader è particolarmente efficace nel rappresentare questo cambiamento.

Anche Lowe sa destreggiarsi nella progressiva involuzione del suo personaggio, sempre più oscuro e malefico man mano che il film procede, fino a rivelare il suo lato sociopatico, di fronte al quale Spader farà una repentina marcia indietro. Il regista Curtis Hanson, che ha diretto parecchi thriller ben riusciti, e ci ha regalato tra gli altri L.A. Confidential, mostra una grande capacità di evidenziare gli stati d’animo con luci e movimenti della telecamera ben ponderati, anche se verso la fine, predilige scene d’azione abbastanza scontate. La musica di Trevor Jones ci accompagna attraverso tutto il film, dettandone il ritmo, e sottolineandone i momenti più significativi.

Cattive compagnie è un thriller di sicuro effetto, che coinvolge lo spettatore muovendosi in un territorio molto più oscuro di altri film del genere; è quasi una rivisitazione elegante dell’hitchcockiano Delitto per delitto, di cui riprende le atmosfere misteriose. Nonostante sia nel complesso abbastanza prevedibile, riesce a riservare un paio di sorprese, sistemate al momento opportuno; peccato per un finale un po’ sbrigativo, che smorza troppo presto il crescendo di tensione sapientemente accumulato. Un film comunque da rivedere, soprattutto per chi ha nostalgia degli anni ’80.

17 pensieri riguardo “Cattive compagnie (1990)

  1. Quando oggi vedo Rob fare il buono e simpatico ovunque appaia, mi ricordo con tenerezza di quando l’ho conosciuto, cattivo e sociopatico. Grande filmone dell’epoca, i trailer passavano continuamente in TV e lo aspettavo con ansia: non lo rivedo da trent’anni ma all’epoca mi è davvero piaciuto. Quando James Spader gliel’ammollava! ^_^

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    1. Ti dirò, ne avevo un ottimo ricordo, ma rivedendolo mi ha preso di meno, l’ho trovato pieno di cliché, probabilmente perché certe cose sono state copiate dopo. Allora era una novità, adesso sa un po’ di già visto. Comunque un bel thriller e una splendida atmosfera anni ’80.

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