Stargate (1994)

Roland Emmerich è notoriamente amante delle fantasie più estreme: che si tratti di invasioni aliene, mostri giganteschi o cambiamenti climatici apocalittici, ci ha abituato a situazioni straordinarie, e a film di grosso budget ma con scenari piuttosto leggeri. Con Stargate ci ha regalato un film intelligente e originale, in cui azione, fantascienza, avventura, umorismo e un pizzico di romanticismo, sono stati mescolati in un copione brillante, che è rimasto un cult per decenni, dando vita, tra l’altro, a svariate serie televisive. Ispirato alle teorie di Erich von Däniken secondo cui le più antiche civiltà umane sono state visitate dagli extraterrestri, il film racconta di alcuni scienziati che scoprono una macchina di teletrasporto aliena, in un’antica rovina egizia. Un egittologo caduto in disgrazia e un colonnello con un passato da dimenticare guideranno una spedizione attraverso il misterioso portale, scoprendo un pianeta abitato da esseri umanoidi che adorano il dio egizio Ra.

Non senza difetti, soprattutto quando si abbandona a cliché un po’ troppo abusati, è comunque un buon film d’intrattenimento, che sfrutta il fascino dell’antico Egitto e di bizzarre teorie (oggi peraltro tornate di moda), mescolandolo abilmente con pianeti sconosciuti e misteriosi. James Spader è uno stravagante professore di egittologia che ha le sue teorie sull’origine delle piramidi, a cui nessuno dei colleghi dà credito, e, sebbene nessun altro creda in lui, viene prelevato dall’esercito americano per lavorare su un progetto top secret. Basterebbe questo per farci sorridere.

Ma la sceneggiatura scritta da Emmerich stesso, insieme a Dean Devlin, ha in serbo ben altro. Ovviamente, bastano pochi giorni a Spader per decifrare alcuni segni su cui il resto dello staff ha trascorso due anni a riflettere, e quando si scopre che stanno seguendo le istruzioni di un passaggio tra due mondi, il film che fino a quel punto difettava di ritmo, decolla letteralmente. Si decide su due piedi di inviare al di là del portale un gruppo di soldati, armati di tutto punto e capitanati da un colonnello con manie suicide, insieme all’egittologo, che ha il compito di trovare la via del ritorno: non sanno dove stanno andando, ignorano cosa troveranno e non hanno la più pallida idea di come tornare. Logico no?

E dall’altra parte trovano un mondo che è la fotocopia dell’antico Egitto, con tanto di piramide, dove un popolo schiavo adora il dio del sole Ra. Il quale naturalmente è tutto fuorché una divinità: diciamo piuttosto un cattivissimo alieno, perennemente infuriato con i suoi sudditi. Archeologia, fantascienza, tecnologia, antropologia e azione si mescolano in un’unica zuppa, non senza una parentesi romantica. La sceneggiatura ha parecchi punti deboli, e gli stereotipi si sprecano, ma il film risulta comunque affascinante e coinvolgente, soprattutto grazie all’ambientazione e agli interpreti, che risultano davvero credibili.

James Spader è perfetto per essere la mente della spedizione, pallido nerd occhialuto perso tra i geroglifici e le sue stravaganti teorie, riprende l’immagine polverosa di Indiana Jones, senza però essere dotato delle sue capacità di esploratore; Kurt Russell, invece, è il perfetto eroe tutto muscoli e pochi pensieri, votato all’azione e all’obbedienza più che alla riflessione. Ma al momento giusto, il primo imparerà a impugnare le armi e il secondo a giocare d’astuzia.

Terzo protagonista del film, scritturato probabilmente sull’onda del successo de La moglie del soldato, è Jaye Davidson, che con questo film chiuse la sua carriera cinematografica. Sufficientemente inquietante nei panni di Ra, che si sposta su una grande astronave proveniente non si sa da dove, Davidson fa del suo meglio per apparire enigmatico e ci riesce senza grandi sforzi, anche grazie al suo aspetto fisico, naturalmente ambiguo; peccato perché il suo personaggio pone interessanti domande e avrebbe potuto essere meglio sviluppato, invece la sceneggiatura ce lo presenta solo come un antico divoratore di mondi che odia tutto e tutti.

Se il film avesse avuto più tempo per sviluppare la storia e i personaggi, forse sarebbe stato un’altra cosa, ma già dopo i primi venti minuti si trasforma in un tipico film di fantascienza, dove la logica è piegata alle necessità dello spettacolo. E infatti è un film spettacolare, abbellito da splendide immagini, che contribuiscono, insieme alla musica, a solleticare l’immaginazione dello spettatore: una grande avventura per gli appassionati di fantascienza, che apre porte straordinarie alla fantasia. Emmerich ha sempre detto di averlo concepito come l’inizio di una trilogia, che però non è mai stata realizzata. E considerando com’è finita con Star Wars non ci dispiace affatto.

27 pensieri riguardo “Stargate (1994)

  1. All’epoca mi intrigò molto l’idea, con tutti quegli effetti speciali, ma poi il film mi lasciò abbastanza freddino, visto che alla fin fine tutto lo spunto iniziale non aveva molta importanza.
    Invece durante la pandemia ne ho approfittato per rispolverare le varie serie TV nate dal film, scoprendo che negli anni mi ero perso davvero dei gioiellini. Dopo aver adorato “Stargate Atlantis” e amato “Stargate Universe”, ora su Prime Video mi sto gustando la serie madre, dove Richard Dean “McGyver” Anderson veste i panni di Kurt Russell: qui sì che viene sfruttato in ogni modo lo spunto iniziale, e i personaggi sono molto più simpatici e approfonditi rispetto alla versione filmica. Sicuramente i mezzi televisivi sono solo un pallido riflesso di quelli del grande schermo, ma proprio per questo puntano molto sui personaggi, davvero azzeccati.
    Da almeno un paio d’anni accarezzo l’idea di rivedermi il film ma ormai mi farebbe strano vedere altri attori in quei ruoli 😛

    Piace a 1 persona

    1. In genere non amo le serie tratte da film, perché sono di solito una minestra riscaldata, e qualche volta allungata per farla durare più possibile. In questo caso, come dici tu, è l’esatto contrario: le serie hanno saputo sviluppare idee che erano rimaste incompiute. Il film, comunque, all’epoca mi piacque, anche perché mi piaceva molto Spader… Pensare cos’è diventato mette molta tristezza 🙂

      Piace a 1 persona

      1. Non volevo sminuire… Emmerich è al top per queste cose. Mi è capitato di vedere 5 minuti di un film in televisione, credo su Cielo, dove per combattere un asteroide che stava per schiantarsi sulla Terra, usavano una fionda (giuro!) e lanciavano un razzo fatto in casa dal figlio del protagonista. E naturalmente la terra si è salvata, con tutti i vicini di casa che applaudivano il ragazzino…

        Piace a 1 persona

  2. Ciao Raffa! 🙂 Non ho visto il film, ma ricordo che qualche tempo prima guardai in televisione il telefilm Stargate, su una rete Mediaset (forse Rete4), ma ricordo che mi piacque molto.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...