La stangata (1973)

Uno dei film più movimentati e divertenti della storia del cinema, con una colonna sonora che ha fatto epoca e due protagonisti che fanno a gara di fascino. In più una sceneggiatura brillante, con tutti i personaggi al posto giusto, dialoghi godibilissimi e un paio di colpi di scena ben riusciti, piazzati al momento giusto. Il tutto con un’accurata ricostruzione degli ambienti e dei costumi, che fanno rivivere il periodo, dando vivacità alle immagini. La trama non è di immediata lettura, un po’ come succede nei film costruiti intorno a truffe o grandi imbrogli: realtà e apparenza si fondono nella finzione cinematografica e lo spettatore meno attento può rimanere un po’ stordito, ma l’atmosfera generale del film incanta, e riesce a trascinare anche nei momenti un po’ meno scorrevoli. Per chi non la conosce, vale la pena riassumere brevemente la storia, evitando, però, di rivelare i punti salienti.

E’ la storia di una vendetta, che si traduce in una truffa. Per vendicare l’amico Luther, ucciso da uno spietato gangster irlandese, il piccolo truffatore Johnny Hooker chiede aiuto a un altro amico di Luther, Henry Gondorff, uno dei più abili imbroglioni degli Stati Uniti. Insieme organizzano una truffa colossale per ripulire il gangster, portandogli via una somma enorme.

La trama, apparentemente semplice, si complica in una fitta rete di sotto trame, arricchendo la narrazione con situazioni impreviste e personaggi che si rivelano a tempo debito; ogni volta che un evento o un nuovo personaggio sembra ostacolare il loro piano, i due compari riescono ad aggirarlo, proprio perché sono due abili truffatori, e come tali hanno la capacità di entrare nella mente della vittima. Il gangster non è uno stupido, è scaltro e spietato, ma è avido; questo è il suo punto debole, ed è quello che lo tradirà.

Il modo in cui la sceneggiatura è riuscita a incastrare tutti i particolari come un meccanismo a orologeria, ha del miracoloso. Ma il pregio più grande del film è il fatto di essere anche divertente, nonostante ci siano momenti altamente drammatici. Il ritmo dell’azione, scandito dalla frizzante colonna sonora di Scott Joplin, è allegramente scanzonato, e il film non si prende mai troppo sul serio. Il personaggio di Gondorff, interpretato da Paul Newman, nasconde sotto i baffi un sorriso furbo e contagioso, e così anche gran parte del cast di contorno.

Tutti gli attori sembrano essersi divertiti molto, l’unico personaggio con un pizzico di malinconia è quello di Redford, il più solitario e il più vulnerabile. I film che parlano di truffe sono sempre divertenti da vedere, perché niente è come sembra, ma La stangata ha qualcosa in più rispetto ad altri film del genere, perché si impegna molto per ingannare il pubblico, con brillanti colpi di scena e soluzioni divertenti e originali. Inoltre il cast riunisce molti caratteristi di talento, che insieme a Newman e Redford, formano la spina dorsale di questa deliziosa pellicola.

È un film da assaporare, puro intrattenimento realizzato ad arte, ed è una gioia per gli occhi. Un divertente omaggio ai gangster movie degli anni ’30 che, tra le altre cose, si è portato a casa sette Oscar, e senza imbrogliare.

24 pensieri riguardo “La stangata (1973)

  1. Per non parlare della colonna sonora favolosa e dell’espediente narrativo finale. Pensa che ho notato che nel libro fantasy Il Regno Corrotto viene ripreso lo stesso identico espediente. Le influenze che non ti aspetteresti mai…

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