Stardust (2007)

Una favola dal sapore antico, raccontata con gusto moderno, e arricchita da un umorismo brillante che ravviva una trama forse un po’ ingenua. Un racconto che riunisce due mondi diversi e di solito molto distanti, ma che qui si intersecano e interagiscono con grazia e in maniera credibile.

Cosa può esserci di più magico di una stella cadente per iniziare un’avventura fantasy? Da lì infatti comincia la storia di Tristan, che per conquistare la ragazza di cui è innamorato, le promette di portarle proprio una stella cadente. Ma non sarà facile, perché dovrà superare il muro che separa il mondo ordinario da un regno stregato, affrontare prìncipi a caccia di un trono e streghe cattivissime, nonché strani pirati con la passione per la danza, mentre la stella che ha promesso di riportare si è trasformata in una splendida fanciulla che lo farà presto innamorare.

In questa avventura ai confini col regno di Stormhold, Tristan scoprirà di non essere il primo mortale ad aver oltrepassato il muro che separa i due mondi. Ma come in tutte le favole che si rispettino, non mancherà il lieto fine, in questo caso un romanticissimo trionfo dell’amore. Come già La storia fantastica, anche questo film punta su un umorismo arguto, trasformando una produzione fantasy vecchio stile in un delizioso prodotto d’intrattenimento, che nel tempo è diventato un vero e proprio cult.

Una fiaba romantica e divertente, ma non per bambini. Non siamo a Narnia e neppure a Hogwarts: avrebbe potuto essere più fantasioso e colorato, avrebbe potuto stupirci con effetti speciali più esaltanti, ma forse è proprio la sua semplicità che rifiuta l’enfasi, a conquistarci. Il suo ritmo vivace, la sua galleria di personaggi grotteschi e l’allegria che emana dai dialoghi conferiscono a questo lavoro una sincerità genuina che incanta.

Tutto contribuisce a rapire la nostra attenzione e le due ore abbondanti di questa pellicola passano senza mai annoiare, tra streghe crudeli affamate di giovinezza, pirati che navigano tra le nuvole, e un unicorno, che naturalmente non può mancare in un fantasy che si rispetti. I punti di forza del cast sono indubbiamente Michelle Pfeiffer e Robert De Niro: da veri professionisti, stanno al gioco, e si buttano anima e corpo in questa impresa, accettando due ruoli per loro insoliti.

Michelle Pfeiffer, appesantita da un trucco fenomenale che la invecchia e la imbruttisce, rendendola quasi irriconoscibile, riveste la strega di una cattiveria demoniaca, mentre De Niro fa il verso a se stesso, mettendo in discussione la propria virilità. Insieme a Peter O’Toole, nei panni del vecchio re in punto di morte, rubano la scena agli attori più giovani, fatta eccezione forse per Claire Danes, che brilla letteralmente come una stella a tutti gli effetti.

Molto più insipido Charlie Cox nei panni dell’impavido Tristan: questa doveva essere per lui l’occasione di farsi notare, ma sembra che non ci sia riuscito particolarmente.
Stardust ha tutto ciò che si può desiderare da un film fantasy: avventura, magia, duelli e battaglie, terre incantate e tanto romanticismo, il tutto arricchito da un tocco di umorismo che alleggerisce i toni e rende più gradevole il risultato.

Anche se forse un po’ troppo lungo, il film diverte e incanta. Merito anche della splendida fotografia e di una regia che sa usare gli effetti speciali senza farli diventare invasivi, mettendoli al servizio della storia, e non il contrario; così lo spettacolo risulta vivace e scorrevole, senza impantanarsi nelle maglie della trama e senza mai annoiare.

21 pensieri riguardo “Stardust (2007)

  1. L’abbiamo visto giusto due giorni fa, concordo su quasi tutto. Forse qui Charlie Cox non brilla particolarmente, ma mi è subito venuto in mente che l’avevo già visto da qualche parte e infatti… come perfido duca occultamente gay in Downton Abbey, la sua è stata un’apparizione brevissima ma memorabile. Poi ho visto che ha lavorato parecchio in teatro. Comunque tornando a Stardust sì, una fiaba deliziosa e per molti versi irriverente, con un buon sense of humour, che è piaciuta anche a mio marito (il quale detesta le commedie romantiche ma sotto sotto ama una bella fiaba come chiunque altro) 🙂

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  2. Ho letto il libro di Neil Gaiman, non il fumetto, e ho visto il film. Anche se è un’opera ben fatta io ho riscontrato forse un certo modo di vedere le cose in maniera troppo “realistica” (e occidental/consumistica). Questo mi ha un po’ rovinato la gioia di godermelo. Ma credo che solo io noto alcune cose ormai… 😉

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  3. il film della mia infanzia, fighissima la scena finale in cui la strega rompe sistematicamente tutte le finestrate!
    dovrei rivederlo, ma concordo: tutti si mangiano la scena tranne il protagonista!

    mi è sempre piaciuta l’interpretazione della magia, una miscela di tradizione norrena e mediterranea^^

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