500 giorni insieme (2009)

Una commedia deliziosa, originale e divertente, che potrebbe far pensare alla solita storia romantica e che invece è qualcosa di veramente nuovo, un film davvero fuori dagli schemi. In effetti è una storia d’amore, con momenti poetici e altri malinconici, ma non è mai banale, e anche quando propone qualche stereotipo, lo fa in modo non scontato.

I 500 giorni del titolo sono quelli della relazione tra Tom e Sole, lui giovane architetto pieno di ambizioni, che per vivere disegna biglietti di auguri per una piccola casa editrice, lei graziosa impiegata appena assunta nel suo stesso ufficio. La scintilla si accende all’improvviso, almeno per lui, romantico e sognatore, che perde letteralmente la testa per lei, mentre lei non crede nei rapporti di lunga durata e cerca solo un flirt senza importanza. Lui accetta, all’inizio, pur di poter stare con lei, ma a lungo andare l’atteggiamento superficiale di lei comincia a disturbarlo.

Sembrerebbe una storia già vista mille volte, ma la novità di questo film è il modo in cui è narrata: è una storia convenzionale raccontata in modo decisamente fuori dal comune. Vediamo nascere la relazione tra i due protagonisti, dal momento in cui si incontrano fino a quello in cui si lasciano, ma non esattamente in quest’ordine. Non c’è consequenzialità cronologica in questi 500 giorni, perché la narrazione va avanti e indietro nel tempo, mostrando momenti diversi della relazione, alternando situazioni romantiche o malinconiche ad altre divertenti, e a momenti di riflessione sull’amore che coinvolgono anche altri personaggi esterni alla coppia.

Questa alternanza di momenti diversi, ottenuta con una corsa avanti e indietro nei giorni, è frutto di un montaggio incalzante che dà alla storia un ritmo vivace e scorrevole, senza che si perda mai il filo conduttore, grazie anche ai cartelli che, prima di ogni sequenza, ci informano sul giorno preciso in cui si svolge. Abbinando i vari episodi al numero dei giorni, si ottiene l’effetto paradossale di una trama che scorre fluida, con alti e bassi, come in fondo succede nella vita reale, dove quello che oggi sembra la fine del mondo, domani perde completamente d’importanza.

Inoltre, pur trattandosi di una commedia, le situazioni descritte sono sempre abbastanza realistiche, a volte divertenti, ma mai comiche in modo esasperato, e a volte drammatiche, ma mai tragiche. I continui cambi d’umore dei protagonisti, e gli imprevisti disseminati nella storia, danno concretezza e realismo alla loro relazione e alla sua evoluzione, eliminando ogni possibilità per lo spettatore di annoiarsi. La scelta molto originale del doppio schermo per mostrare la differenza tra quello che il protagonista sogna e la realtà, aggiunge un pizzico di ironia a tutta la vicenda.

Il regista esordiente Marc Webb riesce a creare una magica fusione tra commedia e romanticismo, anche grazie ad un cast perfetto: i due protagonisti si calano nei rispettivi personaggi con una naturalezza incredibile. Joseph Gordon-Levitt regala a Tom tutta la sua sensibilità, insieme a quell’aria scanzonata da bravo ragazzo, quel misto di tenera imbranataggine e faccia da schiaffi, che non si vedeva al cinema dai tempi di Matthew Broderick, mentre Zooey Deschanel, nei panni dell’asettica Sole, riesce ad essere dolcissima e insieme distaccata, a tratti coinvolta, ma incapace di provare sentimenti profondi.

Insieme sviluppano una chimica eccezionale, riuscendo ad essere briosi e spumeggianti come due adolescenti, e un attimo dopo cupi e immusoniti come vecchi coniugi annoiati. Non meno riusciti sono i personaggi di contorno, che interagiscono continuamente con i due protagonisti, a volte influenzandone le scelte: dall’editore di Tom, interpretato dal veterano Clark Gregg, che dà vita ad alcuni dei dialoghi più divertenti, ai due amici single e drammaticamente nerd, interpretati da Matthew Gray Gubler e Geoffrey Arend, che intervengono nel ménage della coppia con i loro consigli e le strampalate idee che hanno sull’amore.

Per finire va citata Chloë Grace Moretz, nei panni di Rachel, la sorella minore di Tom, che ha il compito di risollevarlo dalla profonda depressione in cui è caduto dopo la separazione. La regia di Webb è fantasiosa e dinamica, non a caso il regista viene dal mondo dei videoclip musicali, e la colonna sonora che accompagna la storia di Tom e Sole è gradevole almeno quanto il film.

Una grafica deliziosa, l’editing divertente, la fotografia suggestiva e la narrazione di tutta la vicenda fatta in prima persona dalla voce fuori campo di Tom, rendono il tutto piacevole e molto divertente. Un film senza grandi pretese, con un finale dolce amaro che non deluderà i più romantici perché lascia comunque aperta la porta alla speranza.

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