Love actually (2003)

Una delle più riuscite commedie brillanti, e insieme sentimentali, degli ultimi decenni, con un meccanismo perfetto che intreccia tra loro personaggi e storie senza forzature, creando un insieme corale davvero riuscito. Non solo: pur essendo un insieme di storie d’amore ambientate nel periodo di Natale, non c’è nessun sentimentalismo esasperato né un eccesso di banalità natalizie, ma anzi le vicende dei vari personaggi sono quanto di più originale e variegato si possa immaginare.

I caratteri dei protagonisti sono ben delineati dagli attori, anche grazie ad un casting molto curato: l’ultima volta che si è visto un insieme così ben amalgamato è stato in Quattro matrimoni e un funerale, altra riuscitissima commedia, guarda caso, sempre made in England. E, guarda caso, il regista del film di cui stiamo parlando, Richard Curtis, aveva scritto proprio la sceneggiatura di Quattro matrimoni e un funerale, vincendo per quella anche l’Oscar.

Non è un caso invece che queste due pellicole abbiano in comune uno dei protagonisti, bravo, simpatico e di gran classe, uno degli attori di punta del cinema d’Oltremanica, almeno nel periodo in cui il film ha visto la luce, e all’epoca anche molto affascinante. Hugh Grant, a distanza di quasi 10 anni dal successo che lo aveva lanciato, si reinventa in questa scoppiettante commedia, aggiungendo al suo fascino un tocco di maturità che non guasta per niente. A lui tocca interpretare niente meno che il Primo Ministro inglese, offrendogli la sua eleganza inappuntabile e la classe di cui è abbondantemente dotato, ma anche quell’aria scanzonata da bravo ragazzo, che forse non è molto appropriata al personaggio, ma che lo rende sicuramente più simpatico. Una delle scene più divertenti e riuscite è quella in cui, credendo di essere solo, si scatena in un divertente balletto non del tutto consono alla sua posizione di Primo Ministro. Immaginate Boris Johnson…

Accanto a lui tutti interpreti di prim’ordine, da Colin Firth a Liam Neeson, da Emma Thompson ad Alan Rickman, e poi Martin Freeman, Laura Linney, Keira Knightley, Chiwetel Ejiofor, Billy Bob Thornton, Kris Marshall, Bill Nighy e tanti altri più o meno famosi. Ma non è solo il cast a determinare il successo del film; il vero miracolo è la sceneggiatura, perfettamente calibrata, che intreccia 10 storie d’amore, diversissime tra loro, facendo incrociare i personaggi in modi e tempi differenti, sempre in luoghi diversi, ma con due situazioni particolari che fanno da denominatore comune, la recita di Natale e l’aeroporto. C’è spazio anche per un matrimonio e un funerale, e paradossalmente il primo si vela di malinconia per un amore non corrisposto, e il secondo nasconde la tristezza dietro un’atmosfera di composta leggerezza.

Così l’unione di tutte queste storie diventa un insieme unico, che racconta l’amore in tutte le sue sfumature, uniformato e amalgamato dai sentimenti, tra incontri fulminanti, regali scambiati, originalissime dichiarazioni d’amore mute e incomprensibili proposte di matrimonio in lingue sconosciute, tra arrivi e partenze, addii all’aeroporto e baci appassionati davanti al pubblico della recita di Natale. E che altro potrà fare il pubblico se non applaudire? Perché questo è amore, per davvero.

Un film gradevolissimo, con momenti di alto romanticismo, mai sdolcinato, alternati a qualche frammento di amarezza, perché anche quella fa parte della vita, con scene spassosissime e dialoghi brillanti ricchi di battute fulminanti, ma anche un minimo di spazio per la riflessione, perché alcuni amori nascono e altri finiscono o semplicemente si spengono, proprio come nella vita. Altri ancora sono destinati a restare per sempre nel cuore, custoditi come un segreto che può essere scritto, ma non può essere detto.

Da ultimo non va dimenticata la splendida colonna sonora che approfitta dell’ambientazione natalizia per rispolverare alcune delle più belle musiche di Natale, mescolandole armoniosamente a vecchie canzoni d’amore come Love is all around you, che, tanto per non sbagliare, faceva parte anche della colonna sonora di Quattro matrimoni e un funerale, a nuove hit, fresche d’incisione, come Wherever you will go dei Calling, e a cover appositamente incise per il film, come Jump cantata dalle Girls Aloud.

Insomma, se volete un film che vi riscaldi il cuore come una cioccolata calda quando fuori nevica, questo è il film giusto, che vi farà sentire letteralmente l’amore tutto intorno a voi.

24 pensieri riguardo “Love actually (2003)

  1. bravissima, hai pure citato le GA! Promossa a pieni voti!
    questo film finirà nella lista dei film natalizi di quest’anno, anche se non ho potuto inserirlo nei film di dicembre perke ho perso i titoli di testa (metto solo film visti al 100%)!

    il film è veramente bello, le storie per me più profonde sono quella di hugh grant e alan rickman, le altre carine ma mi hanno colpito meno

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  2. Lo vidi al cinema molti anni fa, andai da sola e mi piacque molto!
    Era il periodo in cui ero single di sentimenti e di amici, brutta faccenda ed ogni domenica, se non avevo altri programmi andavo al cinema e facevo poi una bella passeggiata!
    Sceglievo sempre il film 🎥 ho visto film bellissimi!
    Ciao Raffa, buona giornata, buon inizio di settimana!

    Piace a 1 persona

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