SOS Fantasmi (1988)

Canto di Natale di Dickens è sicuramente una delle più belle storie natalizie, e proprio per questo il cinema lo ha rielaborato negli anni, realizzandone tantissime versioni, alcune più fedeli all’originale, altre modernizzate o liberamente ispirate, altre ancora realizzate con pupazzi o a cartoni animati. Questo film non fa eccezione e nonostante sia considerato una versione “minore” del capolavoro di Dickens, rimane abbastanza fedele all’originale, anche se la storia è ambientata ai giorni nostri e il regista si è preso qualche libertà.

In questa versione aggiornata del racconto, il protagonista è un produttore televisivo particolarmente arido e cinico, un uomo di successo, ricco e famoso, che ha perso tutti gli affetti più importanti, compresa la dolcissima fidanzata Claire, per seguire la sua carriera. È odiato dai suoi dipendenti, che sfrutta oltre ogni immaginazione, e cerca di evitare il fratello, che invece prova per lui affetto sincero e profondo, ed è forse l’unica persona che ancora gli vuol bene.

Cupo e solitario, vede nel Natale solo un’occasione per fare più ascolti, e a tale scopo sta preparando l’ennesima rivisitazione del Canto di Natale in versione musical, con l’intenzione di mandarla in onda proprio la notte della vigilia.

Una sera, mentre è intento a lavorare fino a tardi, gli appare il fantasma del suo capo, ormai morto da tempo, che lo avverte dell’arrivo dei 3 spiriti. Il giorno dopo incontra il primo spirito che gli mostra il suo passato: rivedrà la sua infanzia, l’inizio della sua brillante carriera e il periodo bellissimo del fidanzamento con Claire, ma vedrà anche come la relazione si è tristemente conclusa per colpa sua, divenuto col tempo sempre più cinico.

Successivamente incontra lo spirito del Natale presente, che gli permette di vedere tutto il mondo che ruota attorno a lui e che lui normalmente non nota nemmeno, perché impegnato a pensare solo a se stesso: avrà modo di assistere ad una serata nella famiglia del fratello, scoprendo i veri sentimenti che prova per lui e l’importanza di quel calore familiare che ha sempre rifiutato, ma si renderà anche conto di quante persone soffrano a causa sua, per il suo egoismo e la sua grettezza.

Quello che nell’originale è Cratchit, il segretario di Scrooge, diventa qui la segretaria personale del produttore, che lui sfrutta in ogni modo costringendola a lavorare senza sosta e pagandola ben poco. Anche di lei scoprirà cose che ignorava e che lo toccheranno profondamente.

Il terzo spirito, il più terrificante, gli mostra invece cosa accadrà se lui non cambierà vita. Sconvolto dalla visione agghiacciante del futuro, decide di modificare immediatamente il proprio atteggiamento verso gli altri e verso la vita in generale, si riappacifica con la fidanzata, riassume un impiegato che aveva licenziato per futili motivi, dandogli anche un aumento, e riesce pure a fare un piccolo miracolo.

Il film, che potrebbe apparire dissacrante rispetto all’opera originale ed è ingiustamente sottostimato, in realtà è una fusione perfetta di sentimenti e comicità, che non perde comunque lo spirito di fondo del racconto di Dickens. Animato e sostenuto dalla vivace comicità di Bill Murray, si avvale anche della partecipazione di brillanti caratteristi e di una sceneggiatura ben misurata che alterna sapientemente i momenti più commuoventi alle battute più frizzanti, situazioni ironiche e divertenti da una parte, e profondi spunti di riflessione dall’altra.

I tre fantasmi sono decisamente poco poetici e un po’ sopra le righe, ma si adattano perfettamente ai toni da commedia della pellicola, e l’introduzione di qualche personaggio nuovo, come l’impiegato licenziato o il proprietario della rete televisiva, interpretato da Robert Mitchum, dà una nuova vitalità alla storia. Un tocco di dolcezza e romanticismo è il contributo di Karen Allen, nel ruolo della fidanzata Claire.

Il titolo italiano, sinceramente un po’ bruttino, si deve al tentativo di sfruttare il successo precedentemente conquistato da Murray con Ghostbusters, mentre nell’originale, che si intitola Scrooged, ci si rifà direttamente al nome del protagonista di Dickens.

Nel complesso è un bel film da vedere in famiglia, per trascorrere insieme un paio d’ore con qualche lacrimuccia e un mare di risate, e magari riscoprire pure il significato del Natale; non è mai volgare, nonostante la comicità scomposta di Murray, ma molto divertente per grandi e per piccini, e sempre rispettoso delle tematiche originali.

19 pensieri riguardo “SOS Fantasmi (1988)

  1. Grazie della recensione. Io avevo intenzione di acquistare il romanzo di Dickens e leggerlo in questo periodo delle Feste. Ma i tempi di spedizione sono così lunghi che mi tocca aspettare o comprarlo direttamente in libreria. Buona giornata!
    Laura♡

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