I guardiani del destino (2011)

Titolo italiano affascinante, se si pensa che il film è tratto da un racconto di Philip K. Dick che si intitola Squadra riparazioni, da cui il regista e sceneggiatore George Nolfi ha preso l’idea di base: nessuno ha il controllo sul corso della propria vita, ma il destino di ognuno è determinato da un non meglio specificato potere superiore, ed è predeterminato in anticipo. Una squadra di controllori tiene d’occhio la Terra per assicurarsi che nessuno stia sfidando il destino, rischiando di modificarlo. A questo tema, già di per sé sostanzioso, Nolfi aggiunge una storia d’amore coinvolgente e una riflessione sociologica su politica e mass media.

Il protagonista del film è un giovane politico in ascesa, che un giorno, per caso, incontra una bellissima ballerina, e ne rimane fortemente colpito. Da quel momento inizia per i due una fuga rocambolesca dai guardiani del destino, uomini vestiti di grigio che tenteranno per tutto il film di impedire i loro incontri, perché la loro unione cambierebbe irrimediabilmente il destino di entrambi. Ed è proprio quello che i guardiani devono evitare: lui è infatti destinato a diventare Presidente degli Stati Uniti e lei una ballerina di fama mondiale, ma tutto questo non si realizzerà se si metteranno insieme. Entrambi sono destinati a fare grandi cose, ma non potranno realizzarle se seguiranno il cuore.

Paradossalmente, più i guardiani cercheranno di allontanarli, più i due si sentiranno attratti l’uno dall’altra, e tenteranno di sfuggire al loro controllo, per poter realizzare il destino che hanno scelto. Nolfi ha scritto il ruolo di David Norris pensando proprio a Damon e trasformando il protagonista del racconto di Dick, che era un semplice impiegato, in un brillante politico.

Damon è del tutto credibile come politico promettente, che ha la giusta dose di carisma ma una leggera insicurezza dovuta all’inesperienza. Ed è perfetto anche come interprete innamorato della bella Elise, che ha tutta la dolcezza e il fascino di Emily Blunt. Così la loro storia d’amore, romantica e più che convincente, diventa la grande forza di questo thriller di fantascienza. In realtà già la premessa del film era interessante: fino a che punto abbiamo il controllo delle nostre vite? L’esistenza di un destino predeterminato, contrapposto al libero arbitrio, era un argomento più che solido per un buon film di fantascienza, ma l’inserimento di una storia d’amore coinvolgente, senza essere melensa, è quello che dà al film un qualcosa in più. 

Nolfi è stato così bravo da mettere gli elementi fantascientifici il più possibile in secondo piano, pur dandogli comunque il giusto peso, ed enfatizzare invece la storia d’amore tra i protagonisti, senza però dimenticare lo strano contesto in cui si svolge. Una storia d’amore che salta fuori dallo schermo fin dal primo momento in cui Damon e Blunt appaiono nella stessa scena, grazie alla straordinaria chimica tra i due attori, ma grazie anche ai dialoghi scritti appositamente per loro: con piccoli gesti, brevi sguardi e vivaci scambi di battute, i due attori chiariscono che i loro personaggi sono fatti l’uno per l’altro, destino o non destino. Anche il loro secondo incontro, in autobus, ha la stessa atmosfera magica, per cui appare del tutto naturale che lui non riesca a dimenticarla e faccia tutto il possibile per rivederla.

Ed è qui che Nolfi inserisce gli uomini grigi che cercheranno di impedirlo. E perché sia chiaro che si tratta di elementi estranei al mondo reale nel quale si muovono i due innamorati, Nolfi ci mostra che le regole del tempo e dello spazio non valgono per questi controllori: una semplice porta da attraversare può portarli dall’altra parte del mondo in un istante. Difficile quindi sfuggirgli, ma non impossibile per fortuna.
Nel complesso il film non è facile da inquadrare in un unico genere: c’è azione, romanticismo, fantascienza e questioni filosofiche, e non manca neppure una certa ironia. Una sceneggiatura ben curata, e una regia attenta a equilibrare i vari aspetti della vicenda, ne fanno un buon film e un’intelligente riflessione sul destino, una storia che si svolge senza intoppi e con un fascino d’altri tempi, servita da interpreti perfetti. E con un’ottima colonna sonora, che certamente non guasta.

11 pensieri riguardo “I guardiani del destino (2011)

    1. E’ fantascienza, quindi tutto è possibile, le porte, il cappello… A me è piaciuto perché alla fine vince il libero arbitrio, non mi piacerebbe un mondo in cui tutto fosse già scritto.

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