Mogambo (1953)

Uno dei film più popolari di Clark Gable degli anni ’50, è il remake di John Ford del film del 1932, Lo schiaffo, diretto da Victor Fleming, anche quello interpretato, a suo tempo, da Gable. Ford lavora su una sceneggiatura di John Lee Mahin, autore anche del film originale, creando un remake colorato, vivace e divertente, un film commerciale che fu un grande successo al botteghino, forse anche perché poteva contare su tre stelle al top della loro forma: Ava Gardner al massimo dello splendore, Grace Kelly nella pienezza del suo fascino e Gable, che pur avendo superato i 50 anni, era ancora un dignitoso sex symbol.

La storia è abbastanza banale: un triangolo amoroso che coinvolge un rude cacciatore, una sensuale ed esuberante ballerina e una moglie annoiata. Quello che dà vitalità al film è l’ambientazione, in un’Africa misteriosa e selvaggia, che amplifica la sensualità della vicenda e offre uno splendido sfondo con la sua natura lussureggiante e primitiva.  Gable è uno spregiudicato cacciatore che cattura animali selvaggi per venderli agli zoo, ed è perfetto nel ruolo di macho, arrogante e attraente, che fa subito colpo sulle donne.

Da una parte la ballerina, sensuale e provocante, ma con un carattere non facile, tanto che all’inizio non fanno che litigare; dall’altra la moglie di uno scialbissimo e noiosissimo antropologo, che rimane colpita dalla forte personalità del cacciatore. L’uomo sarà a lungo indeciso tra le due donne, ma il finale riserverà una sorpresa. Il film trova il giusto equilibrio tra il melodramma romantico e l’avventura safari, mescolando emozionanti scene all’aperto con sequenze più intime, girate in interno.

Insolita, ma di grande impatto, la scelta di evitare una colonna sonora vera e propria, accompagnando le immagini esclusivamente con i suoni della savana: versi di animali e canti delle tribù indigene rendono l’insieme molto realistico e incredibilmente sonoro, mentre le percussioni dei tamburi scandiscono il ritmo dell’azione e compongono una vera e propria partitura musicale. Forse l’intenzione era di rendere Clark Gable la star del film, ma è la Gardner a rubare la scena, non solo con la presenza fisica ma con il fascino del suo personaggio: una donna non solo bella, ma spiritosa e intrigante, che sa conquistare la simpatia dello spettatore, soprattutto nel confronto con Grace Kelly, pure bellissima, ma qui nei panni di una donna rigida e fredda, almeno all’apparenza.

Entrambe le attrici furono nominate per il premio Oscar, senza però portarlo a casa. Curioso come il film rappresenti l’apice della carriera per la Gardner, allora trentunenne, e la sua unica nomination all’Oscar, mentre fu un punto di partenza per Grace Kelly, che fece di lei una grande star. Tuttavia è Ava Gardner che fa brillare letteralmente ogni fotogramma in cui compare, irradiando la propria bellezza e sensualità: non aveva mai realizzato, fino ad allora, una performance più naturale, spontanea, sexy e divertente.

Una femminilità esplosiva e incontenibile, accentuata dalle tante allusioni sessuali presenti nella pellicola, evidentemente sfuggite alla censura, o forse ingenuamente ignorate, ma che non sfuggono allo spettatore moderno e più smaliziato. Tra il boa che si autoinvita nella sua stanza e l’elefante che si fa coccolare docilmente la proboscide, la fantasia è libera di correre.

Perché in fondo la vera protagonista di Mogambo è l’Africa, terra selvaggia e sensuale che fa esplodere gli istinti più primitivi, repressi dalla civiltà. Gli splendidi panorami in cui si muovono i personaggi, esaltati dal Technicolor, si ricollegano alla predilezione di Ford per gli ampi spazi aperti, tipici dei suoi western, a cui si aggiungono spettacolari riprese di caccia, su cui forse indugia un po’ troppo, a discapito del ritmo. Il film comunque è scorrevole e ci mostra un Ford inedito, ma pur sempre apprezzabile, così come la storia, che si tiene in bilico tra avventura e dramma, riservandoci un finale forse prevedibile, ma non del tutto scontato.
Non è Ombre rosse, ma si lascia guardare.

Per chi vuole un secondo parere: Mogambo (1953) Quando sparavamo ai gorilla

39 pensieri riguardo “Mogambo (1953)

  1. All’epoca del compianto CineSony (canale di solo cinema purtroppo fallito nel giro di qualche anno) ho avuto occasione di vedere questo classico che mi mancava, subito dopo andandomi a spulciare le biografie dei tre attori principali, in cui ognuno raccontava i propri ricordi della lavorazione, con effetti deliziosi che ho raccontato nella mia recensione zinefila 😛
    Di sicuro lo sfondo africano ha regalato film migliori dell’epoca d’oro di Hollywood, ma lo stesso è stata una visione piacevole.

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  2. Pingback: Ava – endorsum

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