Il principe e la ballerina (1957)

Una fiaba d’altri tempi, tratta da un opera teatrale di Terence Rattigan, autore anche della sceneggiatura, e diretta da Laurence Olivier, che si allontana per la prima volta dalle opere di Shakespeare. Una commedia leggera e brillante che mantiene intatto il suo fascino anche a distanza di anni, nonostante ambientazione e trama siano molto datati.

Siamo nel 1911, il principe reggente di Carpazia è a Londra per l’incoronazione di Giorgio V, e la sera, assistendo a uno spettacolo teatrale, rimane affascinato da una bellissima ballerina americana, tanto da invitarla a cena all’ambasciata. Quella che credeva sarebbe stata una conquista facile, si rivelerà invece una donna sensibile e intelligente, che riuscirà a risolvere un intrigo politico e a conquistare il suo cuore. Un inaspettato finale aperto dà un tocco di ulteriore originalità ad una storia già di per sé bizzarra.

A cominciare dai due protagonisti, Laurence Olivier e Marilyn Monroe, una delle coppie cinematografiche più curiose nella storia della commedia romantica; eppure il film funziona proprio grazie all’antitesi dei loro due personaggi, così diversi anche nella realtà. Lui, attore teatrale shakespeariano per antonomasia, serio e inappuntabile, lei chiacchierata star del cinema glamour dell’epoca, frivola e certamente non famosa per le qualità recitative.

Il film è rinomato anche per gli scontri sul set tra i due attori: Marilyn, nella sua ricerca di riconoscimento come attrice seria, si era iscritta all’Actor’s Studio e si era immersa nel metodo della recitazione. Olivier era un attore teatrale di formazione classica e un po’ sprezzante nei confronti delle nuove tecniche di recitazione. Essendo lui anche il regista del film, non c’è da stupirsi che i due si siano scontrati spesso, anche perché lei lo sfidava presentandosi costantemente in ritardo sul set.

Nel 2012 è uscito il film Marilyn, con Kenneth Branagh nel ruolo di Olivier e Michelle Williams in quello di Marilyn, in cui, tra le altre cose, viene ricostruito il loro burrascoso rapporto durante la lavorazione del film. Alla fine delle riprese Olivier dovette ammettere, sia pure a denti stretti, le innegabili capacità di Marilyn. Lei, che all’epoca era sposata con l’intellettuale Arthur Miller, desiderava migliorare la sua immagine, e pensava che sarebbe stato bello per il pubblico vederla tra attori come Olivier e la Thorndike, che, a differenza di lei, erano presi molto sul serio e considerati dei grandi.

Ma, alla fine, quella che dà risalto al film, che lo illumina letteralmente, è proprio lei, con la sua bellezza e il suo aspetto fresco e radioso, ma anche con i suoi tempi comici, da sempre assolutamente perfetti; senza di lei il film sarebbe stato tutt’altra cosa, perché Olivier, pur perfetto nel ruolo del principe burbero e ben poco romantico, era troppo serioso per una commedia brillante, come anche Sybil Thorndike, considerata la più grande interprete tragica e shakespeariana dei suoi tempi, benché nel ruolo della regina madre, sorda e leggermente svagata, regali qualche sorriso qua e là.

Ma si può dire sicuramente che la luce di Marilyn non perde intensità al fianco di attori così carismatici, anzi brilla con maggiore forza, dando vivacità a tutta la pellicola. L’attrice, tra l’altro, fu premiata con il David di Donatello per la sua interpretazione.
Un film che si svolge praticamente tutto in una stanza, quasi un’operetta per la massiccia presenza della musica, ma che riesce a coinvolgere e a divertire, grazie a un raro equilibrio tra sorprese divertenti e momenti di tenerezza, dando vita a un insieme molto speciale e irresistibile, arricchito da una sontuosa ricostruzione d’interni e splendidi costumi. Un film raffinato, con una storia non molto credibile, ma tecnicamente e stilisticamente impeccabile, che ancora oggi si lascia guardare ed è perfetto per chi ama il cinema d’altri tempi.

24 pensieri riguardo “Il principe e la ballerina (1957)

  1. Un famoso fotografo, di cui non ricordo il nome o forse ho alle orecchie il suono ma non la corretta grafia, ebbe a dire di lei, dopo averla fotografata nella suite in cui abitava, lei in déshabillé, “È una donna perfetta per gli obiettivi delle macchine fotografiche”.

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