Sogno di una notte di mezza estate (1999)

Una delle commedie più complesse, fantasiose e divertenti di Shakespeare, rivisitata da Michael Hoffman e ambientata in Toscana alla fine dell’Ottocento. Il regista, che aveva già mostrato il suo talento per la commedia con l’ironico Bolle di sapone e il romantico Un giorno, per caso, mette in scena un adattamento molto ben riuscito e fedele al testo originale, pur ambientandolo in Toscana, in una località fittizia di nome Atena, e in un’epoca del tutto sconosciuta al bardo. Eppure la trasposizione in una soleggiata Toscana del XIX secolo, con tanto di biciclette e arie d’opera, non fa che aumentare il fascino di questa splendida commedia.

All’inizio del film i titoli di testa informano lo spettatore che proprio in questo periodo è stato inventato uno strano mezzo di trasporto: la bicicletta. E sarà la bicicletta l’elemento di collegamento tra le varie scene, che aggiungerà modernità e un tocco di comicità in più, soprattutto quando l’azione si svolge nella foresta.

La commedia narra di tre storie (due amorose e una comica) che s’intrecciano in un bosco magico, popolato di fate e folletti, filtri magici e bisticci d’innamorati. In una limpida notte d’estate, il capriccio degli dei stravolgerà il destino di due giovani coppie destinate a sposarsi il giorno dopo, e la febbre d’amore colpirà a caso, senza risparmiare nessuno

Siamo dunque ad Atena, in Italia, alla vigilia delle nozze tra Ippolita e il duca Teseo. Il lieto evento è turbato da una richiesta di Egeo: l’uomo pretende che la figlia Ermia vada in sposa a Demetrio, già impegnato con Elena, follemente innamorata di lui, e non con Lisandro, che invece ama la ragazza, a sua volta ricambiato. Ad Ermia e Lisandro non resta altro che scappare nel bosco durante la notte, inseguiti da Demetrio ed Elena. Chi dice commedia, dice ritmo, e in questi incroci di amanti non manca di certo il ritmo.

Nella foresta i destini degli uomini si intrecciano con quelli di fate ed elfi dei boschi. Oberon, divinità suprema del magico regno fatato, farà in modo di cambiare il corso degli eventi, e sistemare gli amori al posto giusto, con un filtro magico. Ma la voglia di scherzare dei folletti colpirà anche un altro personaggio, estraneo alle due coppie di amanti, trasformandolo nell’oggetto di un gioco amoroso tra il gelosissimo Oberon e la sua sposa Titania. Al mattino finalmente ogni cosa torna al suo posto, come se si fosse trattato solo di un magico sogno di mezz’estate.

Una commedia semplice e leggera, proprio come un bel sogno, ambientata in scenari molto suggestivi, e arricchita da un tocco di classe davvero ironico e piacevole. Hoffman coglie con notevole abilità lo spirito della foresta incantata, in cui è il paesaggio a mutare mentre i personaggi rimangono immobili, e aggiunge come bonus le contaminazioni di modernità, rappresentate dai folletti in bicicletta.

Hoffman ha saputo limitare al minimo l’uso degli effetti speciali, preferendo set, costumi e trucco realizzati a Cinecittà. Ma sono gli attori la vera forza della rappresentazione, tutti molto presi dal gioco, in particolare Rupert Everett e Michelle Pfeiffer offrono una notevole presenza scenica, e nel caso di Stanley Tucci e Kevin Kline anche una comicità involontaria davvero spassosa: Kline è assolutamente perfetto nel ruolo di Bottom, l’istrione malinconico, mentre Tucci è un insospettabile Puck. E ancora Calista Flockhart, Sophie Marceau, David Strathairn, e un giovanissimo Christian Bale.

Un film non facile, come non facile è l’opera originale da cui è tratto, in cui il tema centrale sembra l’amore, con le sue zone buie e la sua serenità faticosamente conquistata, ma che in realtà si addentra in territori filosofici di più ampio respiro, disegnando un “sogno” di felicità, apparentemente insensato, che alla fine si rivela l’unico ingrediente della vita che davvero conta. Quando il film finisce, se ne esce a malincuore.

23 pensieri riguardo “Sogno di una notte di mezza estate (1999)

  1. Una rivisitazione originale e sopra le righe. Cominciai a vederlo per caso (colpa zapping) e non sono più riuscito a cambiare canale. Davvero una piacevole sorpresa e ottima scelta di cast in ruoli (apparentemente) insoliti per loro! 🙂

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