Roxanne (1987)

Questo film è a tutt’oggi la prima e unica versione moderna del Cyrano de Bergerac di Rostand. L’opera è molto conosciuta, ma vale la pena tracciarne un riassunto, anche perché la pellicola in esame si discosta dall’originale. Inserisco il riassunto in corsivo, così chi conosce già la storia e lo vuole saltare, è agevolato.

L’opera di Rostand è una commedia teatrale di fine ‘800, ispirata ad un personaggio realmente esistito, Hercule Savinien de Cyrano de Bergerac, a sua volta scrittore francese, vissuto nel XVII secolo. Il personaggio reale a cui Rostand si ispira era un valente spadaccino, anche un po’ attaccabrighe, universalmente considerato un intellettuale libertino, famoso per i duelli che provocava o in cui rimaneva coinvolto. Ammalatosi di sifilide a soli 26 anni, morì dieci anni dopo, per una banale ferita. Il Cyrano letterario, protagonista dell’opera di Rostand, ha in comune con il suo omonimo l’eccezionale abilità con la spada e con la penna, essendo anche lui scrittore e poeta; è appassionato soprattutto di giochi di parole, con cui si diverte a dileggiare gli avversari mentre tira di spada. Il punto debole di Cyrano è il lunghissimo naso, al punto che chiunque vi accenni viene sfidato a duello, e di solito ha la peggio. Innamorato della bellissima cugina Rossana, purtroppo senza speranza proprio a causa del suo aspetto, riceve da lei l’incarico di proteggere in battaglia un cadetto, di nome Cristiano, di cui si è innamorata; il giovane soldato è infatti molto bello e Rossana immagina che a una tale bellezza debba necessariamente corrispondere altrettanta gentilezza d’animo. Invece Cristiano è solo apparenza: bello e gentile, ma incapace di mettere insieme un discorso, tantomeno di trovare le parole giuste per corteggiare una donna. Cyrano, sia pure contro voglia, accetta di proteggere Cristiano e addirittura lo aiuta a conquistare Rossana, suggerendogli versi meravigliosi e romantici, con cui riuscirà ad affascinare l’anima sensibile della fanciulla. Insofferente per la situazione, Cyrano decide di rivelare a Rossana la verità, ma quando sta per farlo, Cristiano muore. Non gli è quindi più possibile denigrare la figura del giovane, e Cyrano lascia che Rossana si ritiri in convento e viva il resto della sua esistenza nel rimpianto dell’amore perduto. Solo molti anni dopo, quando ormai entrambi sono diventati anziani e Cyrano è in punto di morte, Rossana capirà improvvisamente la verità, e si renderà conto che l’uomo ideale che ha amato tutta la vita, l’autore dei versi e delle lettere che l’avevano fatta sognare, era in realtà Cyrano.

La storia del film è ambientata ai giorni nostri in una piccola cittadina della provincia americana dove Charlie Bales, capo dei Vigili del Fuoco, è bersaglio di facili ironie per via del suo naso spropositato. Purtroppo non può sottoporsi ad un intervento chirurgico, per via di un’allergia agli anestetici, e quindi deve fare buon viso a cattiva sorte.

Affronta il suo problema con autoironia, scherzandoci sopra con brio e intelligenza, ma non tollera che altri facciano battute su di lui. In pratica Charlie sembra sicuro di sé e noncurante verso il giudizio altrui, ma lo è solo all’apparenza : in realtà soffre moltissimo per il suo difetto fisico, e il suo più grande desiderio sarebbe potersene liberare.

La sua esistenza piatta e noiosa cambia improvvisamente quando in città arriva Roxanne, una graziosa astronoma interessata a fermarsi sul luogo per fare ricerche: Charlie se ne innamora e comincia a preoccuparsi del proprio aspetto, nella speranza di conquistare la ragazza.

Roxanne, però, è subito attratta da Chris, uno dei pompieri che lavorano con Charlie, giovane fusto, bello e aitante quanto timido e maldestro. Pur di poter esprimere in qualche modo i suoi sentimenti per la giovane, a cui non ha il coraggio di dichiararsi, Charlie accetta di aiutare Chris a conquistarla, suggerendogli le frasi più romantiche da sussurrarle nell’intimità, e arrivando addirittura a scrivere per lui lettere d’amore indirizzate a Roxanne.

Ma l’impacciato Chris non ne combina una giusta e non tarda a rivelare la propria goffaggine. Quando Roxanne scoprirà la verità… il lieto fine hollywoodiano avrà la meglio sulla raffinatezza e il malinconico romanticismo di Rostand.

La cosa migliore che si possa fare, per dare un giudizio equo su questa pellicola, è dimenticare l’opera letteraria e considerare il film solo come una commedia brillante. Va detto che ci sono momenti davvero esilaranti, garantiti da una sceneggiatura spassosissima scritta da Steve Martin, e da lui esaltata con la propria interpretazione: l’attore si cala nel ruolo con gran classe, senza timore del ridicolo a cui avrebbe potuto andare incontro, regalando al personaggio tutta la propria vivacità, con grazia ed equilibrio, e reggendo quasi da solo tutto il peso del film. Non a caso ha vinto il premio della critica, sia per la sceneggiatura che per l’interpretazione.

Steve Martin ha scritto una dozzina di film e ha recitato in più di quaranta. Questo è il miglior film di cui ha scritto la sceneggiatura ed è probabilmente la sua migliore interpretazione comica. Ha dichiarato di aver sempre amato la storia di Cyrano e per questo ha voluto portarla ai giorni nostri, trovando un’idilliaca cittadina della Columbia Britannica in cui girarla, e tenendo per sé il ruolo non tanto del protagonista romantico, quanto del personaggio intelligente e divertente per cui il pubblico avrebbe senz’altro tifato. Va anche detto che quasi niente rimane dei dialoghi originali di Rostand, e questo fa onore a Martin che ha ideato da solo ogni battuta, ogni insulto riferito al suo naso e ogni ironica risposta.

Insomma questo film si regge letteralmente su Steve Martin. Ovvero: se non vi piace Martin e la sua effervescente recitazione, questo film non fa per voi. C’è anche Daryl Hannah, certo, bellissima come sempre, ma non fa granché a parte essere desiderabile, cosa che per altro le riesce benissimo senza grosse difficoltà, nonostante le abbiano appioppato un paio di occhiali per farla sembrare una scienziata. Se si toglie la prorompente personalità di Steve Martin e la sua simpatia, le battute geniali snocciolate a raffica come solo lui sa fare, resta ben poco.

La pellicola però non vuole solo divertire: alterna infatti scene quasi farsesche a momenti di riflessione profonda, ed è proprio nella sua capacità di suscitare emozioni e far pensare, che si avvicina all’opera originale, e alla sua inquietudine romantica. Difficile non riflettere sul fatto che lo sgradevole involucro di Charlie racchiuda un’anima incantevole, mentre tutta la bellezza di Chris nasconda invece il vuoto assoluto.Tuttavia, se ripensiamo all’opera teatrale, le differenze sono innegabili: mentre Cyrano si nascondeva tra gli alberi del giardino, per suggerire a Cristiano le parole da sussurrare all’amata, Charlie si organizza con un moderno sistema di auricolari per aiutare Chris, e quando nella trasmissione ci sono interferenze, per cui Chris non riesce più a sentire Charlie, si può facilmente immaginare il disastroso ed esilarante risultato. Se il Cristiano di Rostand era solo timido e impacciato, completamente privo di poesia e di quell’arte oratoria che seduce le donne, il Chris di Schepisi è decisamente stupido, imbranato e ridicolo.

Se quindi consideriamo il film solo come una commedia sentimentale, il giudizio è più che positivo: diverte con leggerezza, non annoia mai, riesce a far ridere ma anche ad intenerire lo spettatore, coinvolgendolo, e offrendo qua e là spunti interessanti di riflessione.

Se invece lo consideriamo come una versione modernizzata del Cyrano, pur apprezzando il coraggio del regista e degli interpreti, il giudizio è in parte negativo, perché lo spirito romantico dell’originale si perde nella farsa, e il sentimento purissimo di Cyrano per Rossana ne esce dissacrato. Forse non è un caso che nessun altro abbia più tentato un esperimento del genere. Del resto nel mondo moderno, la storia d’amore di Edmond Rostand non avrebbe potuto funzionare. Ecco perché Schepisi e Martin hanno ideato una cittadina così affascinante, così lontana dalla realtà, che la sua storia d’amore potrebbe anche funzionare. E infatti funziona alla grande: il film è carino, adorabile, intelligente e divertente. Non il film del secolo, ma decisamente consigliato.

Sempre a patto che amiate Steve Martin.

56 pensieri riguardo “Roxanne (1987)

  1. Anche io amo Cyrano di Rostand.
    Trovo la tua recensione assolutamente perfetta: teoricamente io sono tra quelli che non amano particolarmente Steve Martin eppure sono rimasta a guardare questo film perché il suo lavoro è indubbio, nonostante di Cyrano rimanga soltanto l’idea. Che poi “soltanto” … come se l’idea, il concetto, si potesse considerare poca cosa …
    Casomai il contrario: io mi ritrovo coinvolta ogni volta al solo pensiero.

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