Un bacio prima di morire (1991)

Un giallo davvero originale, ben costruito, ben recitato e diretto con mano ferma, senza sbavature e senza concessioni ai facili luoghi comuni. E’ tratto dal romanzo omonimo di Ira Levin, da cui era già stato ricavato un film nel 1956, dal titolo Giovani senza domani.

E’ un giallo con sfumature hitchcockiane, costruito al contrario, in cui si parte dall’omicidio e si arriva solo alla fine alla scoperta del movente e alla punizione del colpevole: dopo pochi fotogrammi dall’inizio arriva il primo delitto, terribile nell’esecuzione, scioccante nella tempistica, assolutamente imprevedibile, e spiazza lo spettatore rivelando a sorpresa la personalità disturbata dell’assassino. A questo inizio sorprendente faranno seguito altri delitti, bugie, inganni e tradimenti, tutto per raggiungere uno scopo che si scoprirà solo sul finale.

Niente spoiler perché sarebbe davvero un peccato: è un film che va assaporato, lasciando che la storia si sviluppi gradatamente sotto i nostri occhi, rivelandosi in tutta la sua tragica singolarità, un colpo di scena dopo l’altro, fino all’epilogo. Il protagonista è un ragazzo, animato da una lucida follia e ossessionato da un contorto senso di giustizia, che sembra disposto a tutto pur di soddisfare la sua sete di soldi e di vendetta, anche se all’inizio lo spettatore non è in grado di comprendere i veri motivi che lo spingono. Escogita un piano apparentemente semplice per realizzare la sua vendetta, piano che comincerà a rivelarsi solo nella seconda metà del film, complicandosi poi per tutta una serie di imprevisti che si frappongono sulla sua strada. Dimostrerà di essere spietato e senza alcuno scrupolo, aggirandoli abilmente, e, se necessario, eliminandoli senza esitazione.

Lentamente lo spettatore scopre la personalità cinica e deviata del protagonista, attraverso le sue bugie e la facilità con cui non esita a mentire e a cambiare faccia a seconda delle situazioni. E se anche non sono chiare fin dall’inizio le sue motivazioni, quello che è evidente è la sua volontà di non fermarsi di fronte a niente e a nessuno.

La tensione crescente si arricchisce di continui colpi di scena, fino al finale in cui si scoprono le carte, e il protagonista, dopo aver rivelato finalmente le sue motivazioni, nonché il triste passato che gli ha causato tanta infelicità, conquista per un attimo la simpatia dello spettatore, in virtù dei suoi trascorsi, ma va inesorabilmente verso la giusta e immancabile punizione. Strano che un film che riserva così tante sorprese così ben calibrate, si avvii sul finale verso un epilogo tutt’altro che imprevedibile.

Perfetto Matt Dillon nel ruolo del protagonista, con quell’espressione ambigua, a metà tra il bravo ragazzo e lo psicopatico introverso, che decretò in quegli anni il suo successo e la sua fama di bello e maledetto. Sean Young, reduce dal ruolo di Rachael in Blade runner, qui pecca un po’ di inespressività ma, in compenso, dà sfoggio di tutta la sua sensualità. Accanto a loro due veterani dello schermo, Max von Sydow nel ruolo del suocero e Diane Ladd, tre volte candidata all’Oscar per ruoli minori, nella parte dell’ignara madre del giovane, all’oscuro di tutto.

La critica non lo apprezzò particolarmente, soprattutto per i frequenti riferimenti a Hitchcock, scambiati forse per scopiazzature, ma che potrebbero essere visti più come un omaggio al maestro che come un banalissimo plagio. Evidenti soprattutto i richiami a La donna che visse due volte, di cui ricalca anche le atmosfere. Chiaramente la classe di Hitchcock è un’altra cosa, e Sean Young non è Kim Novak, ma questo film mi ha sorpreso, catturato e appassionato dall’inizio alla fine, ed è quello che mi aspetto da un buon giallo. Non è perfetto, ci sono lacune nella sceneggiatura e molte cose non vengono spiegate, ma non ho visto molti gialli avvincenti come questo e per me vale sicuramente almeno una visione.

La scena iniziale

16 pensieri riguardo “Un bacio prima di morire (1991)

  1. Sai che adoro i noir d’annata, questo l’ho visto una vita fa, all’epoca della sua uscita, ma ricordo che mi è piaciuto parecchio. Matt (che avrà firmato chissà che patto satanico per rimanere identico negli ultimi quarant’anni!) è perfetto nel ruolo e Sean Young riusciva ancora a lavorare, anche se durerà poco. Che tempi! 😛
    Grazie di avermelo ricordate, sarebbe bello rivederlo a tanti anni di distanza.

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    1. Ti dirò che rivedendolo ho trovato un po’ datate certe soluzioni scenografiche, come la caduta iniziale dalla balaustra, però ho riscoperto particolari che non ricordavo e che sono riusciti a sorprendermi nuovamente. Era ben fatto, unico neo un finale un po’ troppo frettoloso e a senso unico.

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