Buon compleanno Mr. Grape (1993)

Film incantevole, ambientato in un paesino fittizio, Endora, la cui assonanza con Eldora (ridente cittadina dell’Iowa) è difficilmente casuale. La vita si trascina lenta e noiosa un po’ per tutti gli abitanti, ma in particolare per Gilbert Grape, che passa le sue giornate tra il drugstore, dove lavora come commesso, e la famiglia a dir poco singolare con cui convive.

La madre, troppo occupata a mangiare per preoccuparsi dei figli, vive sepolta in casa dalla morte del marito, anche perché la corporatura extralarge le rende difficile muoversi; ha due sorelle che sognano soltanto di fuggire, costrette come sono a fare le veci della madre, e un fratello, Arnie, mentalmente ritardato, che nonostante sia prossimo alla maggiore età, ragiona e si comporta come un bambino e, tra le altre cose, ha il vizio di arrampicarsi su una pericolosa torretta, mettendosi costantemente in pericolo.

Gilbert si occupa di Arnie praticamente da solo, e lo fa con affetto, senza che la cosa gli pesi minimamente, anche se questo influisce di fatto sulla sua vita. L’unica distrazione del giovane è la relazione con una donna sposata e più vecchia di lui, che soddisfa entrambi, almeno finché lui non incontra Becky, una graziosa ragazza appena arrivata in città, che porta ossigeno nella sua vita.

Il film racconta praticamente la vita quotidiana di Gilbert, tra i tanti problemi vecchi e nuovi che si trova ad affrontare: la preoccupazione per il nuovo supermercato, che minaccia di far fallire la drogheria dove lavora, la relazione con la signora Carver che termina proprio quando lei resta vedova, il fratello che non può essere lasciato solo senza che si metta in pericolo, e alla fine, a completare il quadro, la morte improvvisa della madre.

Tuttavia anche i momenti più tristi non sono mai cupi, ma sempre animati da un sottile senso di fiducia nel futuro, soprattutto dopo l’incontro con Becky. E c’è sempre spazio per un sorriso. Nel finale, che non è del tutto un lieto fine in stile hollywoodiano, la sofferenza lascia comunque il posto alla speranza.

In questo delizioso affresco della provincia americana, i personaggi vivono i loro drammi con il passo leggero della quotidianità, senza lacrime forzate e senza eccessi, neppure nella recitazione. La pellicola è garbatamente interpretata da attori allora molto giovani, ma di evidente talento, tra cui spicca un DiCaprio ancora lontanissimo dal Titanic, ma non per questo meno grande, che iniziò proprio da qui la lunga lista di nomination all’Oscar, e forse per questo ruolo lo avrebbe meritato più di quello che ha effettivamente ricevuto molti anni dopo.

Il suo Arnie è dolcissimo, un ingenuo fanciullo rinchiuso in un corpo cresciuto senza di lui, un’anima pura che trova la felicità in un grillo su un filo d’erba, e che il fratello cerca inutilmente di preservare dal dolore. Gilbert è interpretato da uno splendido Johnny Depp, allora trentenne, che qui sfoggia tutta la delicatezza, il garbo e la sensibilità di cui è capace, avvicinandosi al personaggio romantico di Neverland.

Ottima anche la prova di Juliette Lewis nel ruolo di Becky; l’attrice era allora una giovane promessa del cinema, che si era già fatta notare in Cape fear e Kalifornia per la sua incisività, e replicherà il successo l’anno seguente con Assassini nati.

Il film è tratto dal romanzo omonimo di Peter Hedges, ed è diretto da Lasse Hallström, regista svedese che diventerà famoso per Chocolat, Le regole della casa del sidro e The shipping newsOmbre dal profondo. La sua particolare abilità di raccontare i sentimenti e di esaltare la sensibilità degli interpreti, cogliendone gli aspetti più profondi, rende i suoi film coinvolgenti ed emozionanti, a volte indimenticabili, anche quando la storia narrata è semplice come questa.

Buon compleanno Mr. Grape è una storia familiare, limpida e sobria, capace di illuminare una giornata buia e triste almeno quanto un raggio di sole in inverno.

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